Gioco
Ecomostro e Giambra gli spettri che aleggiano sul rush finale del voto di Ponsacco
La storia della pluriennale battaglia tra l’imprenditore e il Comune sul palazzo abitato ora da famiglie rom
PONSACCO. Lo spettro del palazzo di via Rospicciano, realizzato da un imprenditore (Giuseppe Giambra) che pochi giorni fa è stato arrestato per bancarotta fraudolenta, ha aleggiato sul finale della compagna elettorale a Ponsacco. E torna anche ora che la città del mobile si appresta al ballottaggio. Il “Palarom” o “Maialone rosa” oppure l’ecomostro è una ferita difficile da curare. Da anni si assiste ad uno scambio incrociato di accuse. Da una parte la maggioranza uscente di centrosinistra e la sindaca Francesca Brogi, che hanno ereditato il problema dal passato. Dall’altra parte c’è il candidato Federico D’Anniballe, espressione della Lega. L’avvocato è riuscito a unire tutto il centrodestra, compreso Fratelli d’Italia, che ha schierato come capolista Giuseppe Ruggiero (101 preferenze).. Un tormentone, quello dell’ecomostro, su cui sono state scritte migliaia di pagine di inchieste penali e contenziosi amministrativi. Nessun giudice è riuscito a sbloccare un’area così importante per Ponsacco. E pensare che negli anni Novanta Giambra andava d’amore e d’accordo con l’amministrazione comunale di sinistra. Poco si è detto di come Giambra, amministratore della Futura Immobiliare, era arrivato a Ponsacco. C’era un piano particolareggiato di iniziativa pubblica ma di attuazione privata e Giambra comprò i terreni da privati.
Il Comune era amministrato dal sindaco Silvano Granchi. È in questa fase che l’opposizione, quando un atto urbanistico arrivava in consiglio comunale, ne faceva un caso. E la maggioranza la ignorava. Già si sapeva che l’imprenditore, ora nei guai sia per il fallimento della Futura che per aver sottratto della documentazione contabile, era rimasto coinvolto a Firenze in un’inchiesta sulle infiltrazioni malavitose in Toscana quando già operava nel settore delle aziende immobiliari. Solo quando l’imprenditore entrò in rotta di collisione con una banca che voleva insediarsi nell’ecomostro i buoni rapporti con il Comune andarono a farsi benedire. Fu qui che la Futura cominciò ad investire dei propri problemi l’opposizione. Poi l’imprenditore Giambra denunciò per abuso di ufficio l’ex sindaco, Alessandro Cicarelli, e i tecnici comunali, oltre ai vertici di una banca locale. Tutti assolti con formula piena. Poi, sempre Giambra ha querelato per diffamazione la sindaca uscente. Insomma, una battaglia infinita. Giuseppe Ruggiero, oggi capofila di Fratelli d’Italia, e altri esponenti della destra (uno è Roberto Russo che però non è si è candidato) hanno firmato più interrogazioni e esposti. Infine, si fece avanti la Società della Salute Zona Pisana, e i primi rom allontanati dai campi di Coltano e Oratoio furono “intercettati” dall’imprenditore che li accolse negli appartamenti allora sfitti di via Rospicciano. Russo difese questa scelta, invitando Ponsacco all’integrazione e facendo inalberare alcuni esponenti della Lega ponsacchina. Poi, arrivarono anche 4 famiglie del campo rom sgomberato a Navacchio. E prima il proprietario aveva dato la disponibilità alla Prefettura per trasformare l’immobile in un centro accoglienza per migranti. Ipotesi scongiurata, circa 4 anni fa, grazie ai carabinieri a causa di problemi di sicurezza e di degrado che restano tuttora aperti. Per la gestione dell’immobile, per il quale venivano incassati gli affitti da una società costituita dopo il fallimento della Futura, l’inchiesta della Procura di Pisa e della guardia di finanza di Pontedera ha invece cominciato a mettere alcuni punti fermi. –
Sabrina Chiellini
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