Il dolore
Brogi: «Con il museo il mobile acquisterà più forza»
Ponsacco, la candidata del centrosinistra: «Sarà il centro di formazione permanente per i giovani» La sindaca uscente punta sul rilancio del centro storico e delle attività
PONSACCO. Mettiamo subito in chiaro una cosa, che ai più, forse, è sfuggita. Ponsacco è finita per la prima volta al ballottaggio, ma il sistema è praticabile soltanto da 2014. Vale a dire da quando i residenti nel territorio comunale hanno superato la fatidica soglia delle 15mila unità.
Una puntualizzazione alla quale Francesca Brogi, sindaca uscente, tiene particolarmente per sottolineare come gli esiti della consultazione di domenica non siano «una rivoluzione come può sembrare a prima vista».
Si sente gratificata dal voto dei ponsacchini?
«Molto. E li ringrazio di cuore. Nel voto amministrativo abbiamo ribaltato quello scaturito per il parlamento europeo, passando dal 34 al 47 per cento. Circa mille voti in più confluiti sulla mia persona che mi riempiono di gioia».
Il che la fa essere sicura degli esiti del ballottaggio di domenica 9?
«Non c’è apprensione, al momento. Credo di aver dato esempio in questi cinque anni di un buon lavoro. Questo mi fa dormire sonni tranquilli».
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Passiamo a valutare alcune questioni. Che futuro avrà il palazzo di via Rospicciano e cosa intende fare per risolvere il problema su cui in città si discute da tempo?
«Si è aperto un nuovo scenario con gli arresti domiciliari dell’imprenditore coinvolto con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Noi l’abbiamo sempre combattuto e abbiamo sempre cercato di venire a capo della questione. Al contrario della Lega che si è allenata con Fratelli d’Italia: insieme hanno deciso di prendere le difese dell’imprenditore coinvolto. A questo punto, una volta conclusa la procedura fallimentare, vorremmo procedere alla riqualificazione dell’immobile in questione. E affidare gli appartamenti a giovani coppie o agli anziani».
Cosa intende fare per il centro storico spopolato, con particolare riferimento al tema dei tantissimi negozi chiusi?
«In questi cinque anni di amministrazione, a dire il vero, siamo riusciti a invertire la tendenza visto che abbiamo un saldo positivo di più 5 attività aperte. Tra gli obiettivi c’è quello di dare incentivi ai residenti non soltanto per chi vorrà aprire nuove attività o modernizzare quelle esistenti, ma anche per le facciate degli edifici e a chi vorrà offrire appartamenti a scopi turistici. E poi la riqualificazione di piazza della Repubblica. Affronteremo pure la questione della videosorveglianza in centro. Ovviamente rimane un punto fermo il Museo del legno come centro di formazione permanente».
In questo ambito si inseriscono anche eventuali progetti per il settore del mobile e per le tante aziende in difficoltà oppure chiuse negli ultimi anni?
«Il settore del mobile di Ponsacco resta di buoni livelli. E al recente Salone del mobile eravamo presenti con oltre dieci aziende. Questo ci dà l’impulso per guardare con attenzione al Museo del legno che deve divenire un centro di formazione permanente con corsi non solo per giovani e persone di qua, ma aperto al resto dell’Europa».
Parliamo un po’ del suo “competitor” al ballottaggio del 9 giugno. Qual è il pregio e quale il difetto del suo avversario?
«Inizio con il difetto. Di sicuro quello di aver deciso di fare un’alleanza con forze e persone di centrodestra. Quella parte politica che, ripeto, non ha mai preso le distanze dall’imprenditore arrestato per bancarotta fraudolenta e che, anzi, ha finito per spalleggiarlo. E alla condanna non è seguita alcuna presa di posizione. Non dimentichiamo che deve ai cittadini di Ponsacco un milione di euro. Il pregio? Non lo conosco a fondo anche perché non partecipa molto alla vita di paese. L’ho incontrato in questo frangente e mi sembra una persona pacata».
Quale punto del programma del suo avversario avrebbe voluto nel suo?
«Non c’è un punto che loro hanno e noi no. Abbiamo a cuore il bene di Ponsacco e dei suoi cittadini. Diciamo piuttosto che il programma del mio avversario appare alquanto poco chiaro in molti passaggi. E poi, per sua stessa ammissione, non conosce il bilancio del Comune».
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Se dovesse partire per un lungo viaggio, cosa porterebbe da Ponsacco come simbolo della città?
«Ponsacco è una città viva e vivibile. Difficile individuare qualcosa di simbolico».
Neppure il “famoso” orso?
«No, via. Sto pensando a una foto: quella della grande tavolata con 400 persone per raccogliere fondi a favore della Caritas. Simbolo di vitalità e della grande forza del nostro volontariato». —
Paolo Falconi
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