Gioco
«Avevo già consegnato la fascia ma poi ce l’abbiamo fatta»
Il sindaco Gabriele Toti racconta la notte insonne dopo le Europee «I voti a Lega e centrodestra mi hanno fatto temere il peggio e invece....»
CASTELFRANCO. Il sorriso è rilassato. «Ce la siamo vista brutta...», scherza Gabriele Toti. Dopo il risultato delle Europee, che premiava Lega e centrodestra, Toti ha trascorso una notte insonne e tempestosa. «È finita, c’è poco da fare», si è detto. È andato in municipio e ha cominciato a fare i bagagli. Non solo. Si racconta, e Toti non lo smentisce, che dopo avere guardato a lungo la fascia tricolore sia andato a riportarla alla segreteria del Comune. Invece i cittadini gli hanno regalato il bis da sindaco.
È vero che aveva riconsegnato la fascia Tricolore?
«Eravamo sotto di circa 2.200 voti come coalizione di centrosinistra. Cosa avrei dovuto pensare? Sì, ho lasciato la fascia. Invece ancora una volta abbiamo avuto la conferma che gli elettori votano in maniera diversa alle politiche, in questo caso le Europee, e alle amministrative. Un dato che in provincia è stato generalizzato, siamo riusciti non solo a recuperare ma anche a vincere con uno scarto di 180 voti».
Si aspettava questa corsa, visto che lei è un podista di lungo corso, al fotofinish?
«Non in questo modo. È stata una campagna elettorale tosta, corretta. Ho incontrato tantissime persone, parlato dei punti di forza e di debolezza dell’amministrazione. Anche i candidati si sono impegnati molto. Sapevo che sarebbe stata dura, ma non così».
I social non aiutano a distendere i toni.
«Non solo durante la campagna elettorale ci sono prese di posizione al limite della querela. Chi è abituato a certi comportamenti lo fa anche ora che le elezioni sono finite».
L’analisi del voto vi ha dato alcuni suggerimenti?
«Il risultato ci fa piacere ma ci impone una riflessione. È vero che abbiamo recuperato, ma abbiamo vinto grazie alle frazioni. C’è un segnale che dobbiamo cogliere».
Tutte le polemiche sull’Orto di San Matteo, alla fine, sono entrate anche nelle urne?
«Penso di sì. Bisognerà dare più forza ai progetti per il centro storico, avere attenzione per gli impianti sportivi».
Quando ci sarà il primo consiglio comunale?
«Sarà convocato a metà giugno, in quella data avremo anche la giunta. In realtà io sono già al lavoro, come tutti i giorni. Il 9 giugno abbiamo il Palio dei Barchini e il Comune non fa mai mancare il suo supporto organizzativo».
Un nome tra i nuovi assessori ce lo anticipa?
«È ancora presto per parlare della giunta. Certamente alcune indicazioni ce le danno i numeri delle preferenze. Faccio un esempio, quelli dell’assessore uscente Federico Grossi (309) o della mia compaesana Ilaria Duranti che ha raccolto 345 preferenze. Sono numeri importanti, vedrò come valorizzarli».
Come ha festeggiato?
«Intanto ho ritrovato la calma (sorride mentre lo dice) dopo giorni che sono stati davvero difficili. Ho festeggiato prima con i candidati e i sostenitori, poi in famiglia. L’abbraccio dei miei genitori, la loro felicità, mi resteranno addosso per un bel po’. Con i miei nipoti, mio fratello e con le persone che mi stanno più vicine. Tanti i messaggi ricevuti, come quello di Andrea Pieroni, consigliere regionale Pd, che avevo sentito quando tutto sembrava perso. Ho scritto a Enrico Letta, l’ho ringraziato per avere trovato il tempo di venire a Castelfranco per la campagna elettorale».
Il primo intervento a cui lavorerà?
«Sto portando avanti il lavoro sull’efficientamento energetico, grazie ai fondi della Regione, per la scuola media di Castelfranco e la palestra di Orentano. Il risultato, come ho detto, ci carica di responsabilità ma ci dice che dobbiamo andare avanti con i nostri progetti in maniera spedita».
Sabrina Chiellini
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