Sicurezza
Frecciate al veleno tra Brogi e D’Anniballe che sperano nei civici
La sindaca uscente in vantaggio di 10 punti: «La gente ha già scelto noi, vinceremo» Il candidato di centrodestra crede nel ribaltone: «Molti elettori cambieranno idea»
PONSACCO. Da una parte c’è la chiamata alle armi ai propri elettori di Francesca Brogi. Dall’altra l’apertura di Federico D’Anniballe nei confronti del Movimento 5 Stelle. Perché “un contratto di Comune”, sulla falsariga dell’accordo Salvini-Di Maio, è difficile, ma non impossibile. Brogi esulta per l’ampio margine di vantaggio sul diretto avversario, D’Anniballe fa lo stesso per essere riuscito a raggiungere il ballottaggio in un angolo di Valdera che fino a lunedì aveva sempre visto trionfare il centrosinistra al primo turno. I numeri dicono che Francesca Brogi – sindaca uscente Pd – parte dal 46.72% dei consensi. L’avvocato leghista Federico D’Anniballe invece si è fermato al 36. 47%.
«La gente ha già scelto noi e ha bocciato il centrodestra, non abbiamo centrato il successo diretto per soli 250 voti», dice Brogi. Consapevolezza o tentativo estremo di nascondere un filo di paura? Chissà. Di certo c’è che i giochi sono aperti. E che D’Anniballe non vuole farsi sfuggire l’occasione di firmare l’impresa. «Il primo obiettivo era arrivare al ballottaggio – puntualizza l’uomo del Carroccio – ora proveremo a prenderci il Comune». La missione della coalizione di centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) a Ponsacco non è semplicissima: ci sono da recuperare quasi mille voti. «Diverse persone che hanno scelto una delle liste civiche collegate alla Brogi, ma stavolta voteranno noi», afferma con sicurezza D’Anniballe.
A sinistra, però, la proiezione è ben diversa. «Alle europee il centrodestra ha preso il 51%, alle comunali il 36%. Noi – continua Brogi – abbiamo recuperato parecchi punti. La gente premia le persone e ha scelto di premiare il nostro modo di governare la città. Sono stata la sindaca di Ponsacco per cinque anni, e lo sarò per altri cinque». Esaurite le proposte, consumate le suole delle scarpe tra piazze, negozi e abitazioni, Brogi e D’Anniballe spostano la loro campagna elettorale sui nervi. È una guerra psicologica, più che politica. E ognuno gioca le sue carte. «Se Brogi avesse amministrato bene come dice, avrebbe la maggioranza. E invece ha evitato il ballottaggio per un pugno di voti nel 2014, e ora, nonostante cinque anni di governo alle spalle, evidentemente non è riuscita a convincere la fetta più ampia dell’elettorato».
Su una cosa, però, Brogi e D’Anniballe sono d’accordo. Sul ruolo determinante che giocheranno le liste civiche nel testa a testa di domenica 9 giugno. Il voto di chi ha deciso di non mettere la “X” sopra il simbolo di un partito, ma di schierarsi con uno dei gruppi di cittadini presenti sulla scheda elettorale. Tre liste civiche sostengono Brogi, appoggiata anche dal Pd: Per Ponsacco (12.09% alle urne), Progetto Ponsacco (2.91%) e Ponsacco per l’Ambiente (2.56%).
Un’altra formazione civica, invece, correva da sola: si tratta di Fare Ponsacco, rappresentata da Francesca Martini (5.06%). Il futuro di Ponsacco passa dai civici. Chi ha votato per l’amico, per il vicino di casa o per il parente, cosa farà quando si troverà a scegliere esclusivamente tra due forze politiche opposte? Se lo chiedono anche Brogi e D’Anniballe. Con risposte diverse. «La nostra lista Per Ponsacco ha raggiunto un risultato storico, impensabile alla vigilia. Andremo a prenderci la vittoria al ballottaggio». D’Anniballe, invece, punta tutto sull’effetto Lega delle europee, che potrebbe far cambiare idea di voto a molti (ex) sostenitori delle liste civiche. E spera nell’appoggio dei 5 Stelle, rappresentati da Gianluigi Arrighini e dal suo 11.75%. «Non chiudiamo la porta a nessuno, vediamo cosa decidono quelli del Movimento», dice D’Anniballe, che conclude commentando l’eventualità di un accordo con i grillini per il comando del Comune: «Non è impossibile, è questione di priorità. Noi al primo posto mettiamo la sicurezza, se sono d’accordo con noi possiamo valutare un percorso condiviso». —
Tommaso Silvi
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