Gioco
«Derisi e minacciati per la festa di S. Genesio ma dopo dodici anni siamo al ballottaggio»
Leonardo Rimicci ricorda i raduni leghisti con Calderoli e Borghezio «Presto lo rifaremo, ma intanto vogliamo prenderci il Comune»
ascesa verde
«In Toscana ci siamo formati da soli, negli anni. Basterà continuare a lavorare con serietà». Erano queste le parole con le quali tanti anni fa, il giovane iscritto alla Lega Leonardo Rimicci commentava la prima edizione di una festa assai insolita, fra i prati di San Genesio. Festa “dimenticata” in questi anni che adesso potrebbe tornare. Era il 2007, e in quegli anni il partito di Matteo Salvini nel comune a fatica raggiungeva i due punti percentuali (nel 2008 per le elezioni politiche avrebbe preso l’1, 88%, appena 345 voti).
I tesserati, in quegli anni, erano poco più di dieci. «Erano anni difficili, facemmo tutto io e Pietro Vanni, che oggi purtroppo non c’è più – ricorda oggi Rimicci, candidato alle prime elezioni sanminiatesi votate al ballottaggio. – Oggi è tutto molto più facile, ci sono molti giovani che si avvicinano al partito. Ma in quegli anni essere leghisti in Toscana non era una passeggiata. La festa, poi, era qualcosa di strano. Qualcuno ci prendeva in giro, qualcuno ci contestava. A Pietro, che si era impegnato per tutta l’organizzazione dell’evento, arrivarono minacce, una cartolina con un messaggio minatorio, poi un proiettile. Ma noi nonostante tutto lo facevamo per l’entusiasmo che ci muoveva, sul palco di San Genesio portammo Calderoli, Borghezio, gente che poi ha fatto strada». E fra queste anche una giovanissima Susanna Ceccardi.
«Studiava da avvocato e in quegli anni col Vanni la portavamo in giro per tutta l’italia – continua il candidato – adesso è in Europa». Una festa, fra bandiere verdi e vessilli del Granducato nel “suolo sacro” della piccola frazione sanminiatese, che in quegli anni creò un certo scandalo; una “Pontida Toscana” che, unitamente ad una edizione di Miss Padania, provocò all’epoca le reazioni stizzite dell’allora centrosinistra, ma anche la dura contestazione dei centri sociali. «Mi ricordo che alla prima edizione io, Vanni e gli organizzatori eravamo immersi in una scorta numerosissima – ricorda Rimicci. – Il centro sociale di Ponte a Elsa avevamo promesso contestazioni e li dovettero bloccare». Tutto questo in una regione ed in un comune dove oggi la Lega ha preso oltre il 31, 49% alle europee e gareggia, in una coalizione al 32% per il prossimo appuntamento del 9 giugno, data del ballottaggio.
E intanto si pensa a replicare anche la kermesse, anche in memoria dell’imprenditore Pietro Vanni, fra i primi e più accesi sostenitori del Carroccio in quegli anni, dove ha ricoperto anche numerosi incarichi, scomparso alcuni mesi fa». «Tutti i sacrifici di quegli anni sono stati ripagati, è bellissimo – continua Rimicci, impegnato nelle ultime due settimane di campagna elettorale. – Proprio in questi giorni, campagna elettorale permettendo, stavamo parlando di replicare anche la festa, presto ne sentirete parlare». —
Nilo Di Modica
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