Sicurezza
Gruppo di ascolto e dialogo per elaborare un progetto condiviso
Come ti sei avvicinata alla politica e come hai maturato la scelta di candidarti?
«Mi sono avvicinata alla politica qualche anno fa, leggendo i giornali e ascoltando i telegiornali: adesso vedo la politica come un’esperienza di crescita personale. Mi sono candidata perché c’è bisogno di assecondare le idee dei giovani. C’è bisogno di ascoltare le loro esigenze, prendere nota delle loro idee, dei loro pensieri, e poi agire di conseguenza».
Secondo te perché i giovani si sono distaccati dalla politica?
«I giovani oggi vedono un muro nella politica, e questo li fa indietreggiare; pensano di non essere ascoltati. Non c’è stata abbastanza interazione tra chi ha governato e i miei coetanei. In passato i governanti non si sono interessati a comunicare con i giovani con le giuste metodologie. Chi ha provato a instaurare un rapporto ha sbagliato metodo, è bene ritornare a coinvolgere i ragazzi. Facendo così, lasciando le persone libere di esprimersi, è più probabile che si interessino autonomamente alla politica».
Quali sono le tue proposte per i giovani, se tu fossi chiamato a rappresentarli?
«Il mio interesse principale è quello di creare un gruppo di ascolto e di dialogo dove ognuno può sentirsi libero di dire la sua; il passo successivo è prendere in considerazione tutto quello che è stato proposto o consigliato. Dopo aver compreso e ascoltato le problematiche, si può pensare a un piano attuabile, fare ciò che non è stato fatto o migliorare ciò che è stato fatto ma in modo sbagliato. L’importante è che prima di proporre nuovi elementi si ascolti l’opinione dei giovani».
Secondo te quali età e qualità bisogna avere per rappresentare e fare gli interessi dei giovani e dei giovanissimi?
«Chi fa gli interessi dei giovani deve essere consapevole di cosa lo circonda, di quello che è stato fatto o no. E soprattutto deve imparare ad ascoltare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
