Il Tirreno

Pontedera

raid tra le tombe 

Croci divelte, vasi rubati ed escrementi umani nel cimitero di Massarella

M.S.
Croci divelte, vasi rubati ed escrementi umani nel cimitero di Massarella

Furti e vandalismi a ripetizione Nel mirino dei ladri  anche le auto nel parcheggio  Ora i residenti chiedono  l’installazione di telecamere

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FUCECCHIO. Due tombe – sepolture a terra – di marito e moglie: uguali, entrambe di marmo bianco, lì da circa 15 anni. E accomunate – purtroppo – da una caratteristica odiosa: ad entrambe è stato rubato il vaso di fiori “incastonato” nel marmo. Succede a Massarella, dove c’è malumore per le condizioni del piccolo cimitero della frazione: vasi rubati, croci divelte o addirittura segate, lettere in rame (od ottone) staccate e portate via, escrementi umani. È questo quello che si vede entrando: il cimitero è piccolo e accoglie i resti di tanti massigiani del passato.

Il camposanto si trova proprio in via delle Cerbaie, a due passi dal centro, riparato però da occhi indiscreti. Da anni – raccontano due anziani – c’è l’abitudine a non recarsi soli al cimitero, visto che è accaduto che nel parcheggio qualcuno spaccasse le auto per rubare le borse oppure aspettasse i legittimi proprietari per derubarli o rapinarli.

Dentro, poi, la situazione non cambia: incontriamo una signora, che dopo una comprensibile diffidenza iniziale ci accompagna alla tomba dello zio, dove ci fa vedere il punto in cui hanno staccato la croce di ferro. «Non c’è rimasto più nulla», ammette con amarezza. E poi indica le altre tombe colpite: particolarmente significative le due di moglie e marito, accomunate dall’assenza del vaso di fiori, rubato.

La comunità di Massarella è molto unita, ci sono realtà (la contrada, la parrocchia, il Gsi) che fanno sì che le persone non si disperdano. Così nelle scorse ore – quando qualcuno ha rinvenuto degli escrementi umani nei pressi delle tombe – la protesta è montata. «Che senso ha?», continua l’anziana. Non si capisce, infatti, il perché di un gesto del genere, probabilmente compiuto di giorno, cioè quando il cimitero è aperto al pubblico. C’è anche da dire che non sembra difficile scavalcare e l’assenza di telecamere – che la gente del luogo chiede – fa il resto.

Una telecamera nel parcheggio (contro furti e situazioni simili) e una all’interno, per identificare chi ruba metalli dalle tombe o fa spregi come quello prima citato. In effetti andare a fare i propri bisogni in un luogo che dovrebbe essere soltanto di profonda pace, è un gesto che va oltre ogni limite della decenza. Non c’è tanta voglia di parlare, chi sta visitando il cimitero quando ci rechiamo sul posto si limita ad invitarci a raccontare questo problema, indicandoci le tombe colpite dai ladri/vandali. Che sono molte e principalmente fra quelle a terra, tra l’altro le più esposte alla vista di tutti. Quello che accade a Massarella succede anche in altri cimiteri fucecchiesi: a San Pierino, ad esempio, alcune settimane fa sono stati rubati i rubinetti in metallo, poi fatti sostituire dall’amministrazione. Furti dal valore esiguo ma che vanno a colpire ambiti delicati come quelli del dolore e del ricordo. —

M.S.

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