Sicurezza
Pip Lavoria, i proprietari preparano un esposto
Al centro della vicenda le fidejussioni sottoscritte per la costruzione dell’area: «Ci era stato detto che la situazione era sbloccata, ma per le banche non è così»
CRESPINA LORENZANA. La situazione del Pip di Lavoria, nel comune di Crespina Lorenzana, sembrava sbloccata. Invece, alcune aziende e liberi professionisti che avevano acquistato o prenotato uno degli immobili sono sempre garanti per la fidejussione presentata ai tempi dell’operazione portata avanti da Consep, il consorzio di imprese edili di Confartigianato, che si è trovato prima in un contenzioso con uno dei fornitori e che, successivamente, ha presentato richiesta di concordato preventivo. E ora si potrebbe arrivare a un esposto alla Procura. La vicenda risale al 2012, anno dell’inaugurazione di quella che avrebbe portato a Lavoria numerose aziende. All’epoca, chi aveva comprato o prenotato un immobile, oltre al denaro aveva dovuto diventare socio di Consep e sottoscrivere una fidejussione bancaria a garanzia della costruzione del Piano d’insediamento produttivo (Pip). Poche settimane dopo il taglio del nastro, però, il Tribunale di Parma ha sequestrato l’area per un contenzioso tra Consep e un fornitore. E a complicare ulteriormente il futuro del progetto è arrivata anche la richiesta di concordato preventivo da parte del consorzio delle aziende edili di Confartigianato. Non è andata bene neppure la vendita degli immobili assegnata a un curatore con l’obiettivo di recuperare denaro per i creditori.
Ma poche settimane fa è arrivato l’annuncio che la situazione si era sbloccata e che i vecchi proprietari e acquirenti potevano tornare in possesso dei loro immobili. Ma qui si è materializzato il problema che potrebbe portare alla presentazione di un esposto alla Procura. Alcuni che avevano acquistato o prenotato un immobile sono risultati essere ancora garanti per le fidejussioni sottoscritte. «Malgrado gli annunci – dice Cristian Preziosi, che ha seguito la vicenda avvalendosi della consulenza di vari professionisti dell’area fiorentina – la situazione sembra ancora ferma. Le banche mantengono il credito vantato tramite le fidejussioni che, in alcuni casi, superano i 200mila euro. Un caso legato al concordato preventivo richiesto da Consep». Facile comprendere, quindi, l’arrabbiatura da parte di chi pensava di poter rientrare in possesso dell’immobile al Pip di Lavoria per aprire o trasferire la propria attività o venderlo. «Paradossalmente – riprende Preziosi – i nuovi acquirenti o chi si appresta a prenotare un lotto nel Pip non incontrerà problemi. Ma chi ha aderito all’operazione dieci anni fa, deve ancora risolvere un problema non da poco». Da capire, adesso, come potrà essere risolta una vicenda che nasce da iniziativa privata con l’obiettivo di edificare un’area produttiva molto importante su terreni pubblici, di proprietà del Comune di Crespina Lorenzana.
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