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Il caso 

Pecciolese, c’è uno spiraglio «Gli accordi vanno rispettati»

Dario Pellegrini
Pecciolese, c’è uno spiraglio «Gli accordi vanno rispettati»

Dopo l’addio del presidente nerazzurro, parla la società che gestisce gli impianti «Troviamoci e risolviamo i malintesi economici, pronti a chiarire con Lenzi»

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Peccioli. Non lo dice chiaramente, ma lo lascia intendere. Toni decisi, accompagnati, però, da uno spiraglio di pace.

Tiene ancora banco il caso “Pecciolese calcio”. E alla base ci sarebbe una questione economica. Degli impegni che non sono stati rispettati dai vertici dirigenziali della prima squadra, fresca di promozione in Eccellenza e di vittoria nella Supercoppa di categoria.

Dopo il clamoroso annuncio dell’ormai ex presidente del club, Enrico Lenzi, che ieri ha rassegnato le sue dimissioni dicendosi “cacciato” dall’Asd Peccioli Calcio - la società che cura il settore giovanile e ha in gestione gli impianti nel paese dell’alta Valdera - arriva la risposta della controparte. A parlare è la carica numero uno dell’Asd Peccioli Calcio, sodalizio ad azionariato popolare, nato un anno fa grazie a 150 soci, Marco Morelli: «La nostra realtà è nata quando Lenzi decise di lasciare la conduzione del settore giovanile nerazzurro - premette Morelli - con l’unica missione di occuparsi della formazione calcistica dei nostri ragazzi. Il Comune, successivamente, ci ha affidato pure la gestione dell’impianto sportivo dove, oltre a noi stessi, abbiamo sempre cercato di collaborare al cento per cento con le altre squadre che ne facevano uso: gli Amatori Peccioli e la prima squadra».

Lenzi sostiene di essere stato invitato a liberare tramite un sms sabato scorso, il giorno dopo la vittoria in Supercoppa della Pecciolese: «Non voglio entrare nel merito delle parole di Lenzi- prosegue Morelli- però posso dire che in qualità di referente di oltre 150 famiglie ci saremmo aspettati una comunicazione ufficiale, non formale, per un invito a risolvere alcune delle questioni ancora in sospeso».

Morelli, poi, entra nel merito: «La situazione che si è venuta a creare, a mio avviso, è soltanto un’enorme perdita di tempo. Quando c’è una convivenza ci sono regole e accordi che devono essere rispettati. Da parte nostra, la prima squadra è un patrimonio, nonché un introito, di grandissima importanza. Per questo ci siamo sempre mostrati collaborativi e li abbiamo appoggiati in tutte le richieste che hanno effettuato circa la cura del campo e l’impianto sportivo tutto. Nessuno - ribadisce Morelli - ha intenzione di mettere i bastoni fra le ruote alla Pecciolese, ma rivendico il fatto di essere una società con bilancio pubblico, l’ultimo di questi peraltro pubblicato durante a cena di natale, e per tale motivo ogni sorta di entrata non finisce nelle tasche di qualcuno ma viene direttamente riversata ai bisogni della comunità».

Morelli infine apre al chiarimento e lancia un invito a Lenzi: «Non capisco come mai nell’arco di una settimana siamo passati dall’essere ospitati alla festa promozione all’essere i principali antagonisti allo sviluppo sportivo della prima squadra: da angeli a diavoli in poche parole. Ribadisco il mio invito a dibattere di tutte le incomprensioni, anche economiche, in sede privata. Finché saremo noi i titolari della concessione del campo, ad oggi la scadenza cita il 31 Dicembre 2019, saremo sempre felici di avere Enrico e la Pecciolese tutta tra le nostre fila: può tornare quando vuole». —

Dario Pellegrini

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