Sicurezza
Lenzuola anti Salvini nella terra della Lega
La protesta contro il leader del Carroccio arriva nella città del mobile e si presenta sui social con foto e dichiarazioni
CASCINA. Anche Cascina, l’ex comune “rosso” dove è cominciata la scalata della Lega e del centrodestra ai centri della provincia di Pisa, sono comparse, praticamente alla vigilia delle elezioni europee, le lenzuola anti-Salvini che ormai “tappezzano” i balconi e le finestre di varie città d’Italia. La “lenzuolata” è apparsa in corso Matteotti, in pieno centro e nel giorno del mercato settimanale, ma anche in alcuni piccoli paesi del circondario. Uno di questi messaggi su lenzuolo bianco è stato affisso anche davanti al palazzo comunale di Cascina. . “Restiamo umani”, recita la protesta (che ormai percorre l’intera penisola) corredata della lettera Z, richiamo a Zorro, l’uomo travestito come l’eroe mascherato, che è diventato il simbolo della protesta contro il ministro dell’Interno, Matteo Salvini e le sue politiche.
La protesta contro il leader nazionale della Lega, per chi fa opposizione alla sindaca Susanna Ceccardi, commissaria del Carroccio per la Toscana, è legata sia alla situazione locale che al fatto che Ceccardi è candidata alle elezioni europee. È quanto afferma, a mezzo Facebook, il coordinatore Articolo 1-Mdp Cascina, Giovanni Greco che sui social rilancia postando alcune fotografie di balconi con lenzuola e messaggi anti-Salvini, prendendo spunto sempre da Facebook e dalla pagina “Lenzuolata cascinese”. «Restiamo umani è invito alla riflessione prima del voto, ma anche una inevitabile critica a chi ha amministrato negli ultimi anni il territorio, rappresentante di una politica ritenuta inadeguata a gestire le urgenze della contemporaneità», scrivono gli organizzatori della protesta.
Non si è fatta attendere la risposta di Edoardo Ziello, asssessore comunale a Cascina e deputato. «Una manifestazione sconclusionata, portata avanti dai nemici dell’Italia. Chi vuole i porti aperti, vorrebbe far tornare il nostro Paese a rivivere un’invasione sterminata di immigrati economici, portatori di tensioni sociali, insicurezza e criminalità. Noi, a livello centrale, abbiamo fatto una scelta: in un Paese, come l’Italia, dove ci sono circa cinque milioni di poveri bisogna occuparsi prima dei nostri connazionali in difficoltà e infatti le risorse che abbiamo tagliato all’accoglienza le abbiamo investite su contributi sociali e sulle assunzioni di poliziotti e carabinieri per garantire ancora più sicurezza nei nostri territori».
L’esponente leghista prosegue tornando a temi strettamente locali, consapevole del fatto che il clima è da campagna elettorale per le amministrative, visto che Cascina potrebbe votare con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale della consiliatur.
«Alle lotte ideologiche, basate sull’odio politico che trasuda da certi striscioni preferisco i fatti che ci dicono che la Lega, in tre anni di mandato a Cascina, ha dato le case popolari e i contributi sociali prima agli italiani, ha sgomberato tutti i campi nomadi che venivano tollerati dal Pd, ha aumentato i livelli di sicurezza, investendo nella polizia municipale e nelle opere pubbliche che stanno donando un nuovo volto alla Cascina del futuro». –
S. C.
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