Sicurezza
In manette la banda di rapinatori under 20
Un mese fa avevano assalito quattro giovani e li avevano minacciati di morte armati di martello e trincetto
SANTA CROCE. Hanno fatto irruzione in un garage - nel centro storico di Santa Croce – che era diventato il punto di ritrovo di alcuni giovani residenti nel comprensorio del Cuoio. Volevano rapinarli ma, soprattutto, volevano creare un clima di terrore, certi che in quel modo le vittime non avrebbero parlato. Il loro piano è riuscito solo in parte. Era la sera del 24 aprile quando i tre amici, ieri arrestati dai carabinieri che hanno dato esecuzione a una misura di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Pisa nei loro confronti, hanno deciso di rapinare i coetanei. Sono entrati nel garage (uno dei tre conosce alcune delle vittime) e ne hanno sorprese quattro all'interno. All’inizio erano armati di un cacciavite, ma non hanno esitato a prendere un martello e un trincetto, così è stato spiegato dai carabinieri, che hanno trovato a portata di mano nel garage. Dietro gravi minacce, si sono fatti consegnare circa 400 euro e gli effetti personali dei giovani. Prima di andarsene li hanno nuovamente minacciati di morte, per evitare che andassero a denunciare la rapina. «Se parlate, siete morti», questo il senso delle loro parole.
Le vittime hanno deciso di non dire nulla: si sono piegate, almeno nella fase iniziale, alla richiesta dei rapinatori. Le chiacchiere di paese e qualche informazione confidenziale - Santa Croce è una realtà dove è facile conoscersi – hanno indirizzato le indagini dei carabinieri che ieri mattina hanno eseguito tre misure cautelari a carico di altrettanti giovani rom, due ventenni e un sedicenne, residenti a Santa Croce sull'Arno.
Le indagini sono scattate - così è stato spiegato - grazie alla costante raccolta di informazioni sul territorio eseguita dalla stazione dei carabinieri del paese (non a caso il suo comandante, il luogotenente Andrea Oteri, nel 2015 è stato premiato dall’Arma come il migliore comandante di stazione dell'Italia centrale).
In poche settimane è stato ricostruito il fatto, come è stato detto durante la conferenza stampa organizzata al comando provinciale dei carabinieri, alla presenza del comandante della compagnia di San Miniato, maggiore Gennaro Riccardi e del luogotenente Oteri. Per prima cosa sono state individuate le vittime. Durante gli interrogatori i quattro amici hanno mostrato di essere ancora spaventati dalle minacce. Mostrando loro la foto di uno degli aggressori, gravato da precedenti di polizia per rapina, le indagini hanno preso la direzione giusta e così è stata rintracciata la baby gang. In carcere sono finiti due maggiorenni di 22 e 20 anni. Il sedicenne è stato trasferito all'istituto penale minorile di Firenze. Durante l’irruzione i tre avevano preso anche alcuni oggetti di un giovane che si era appena allontanato dal garage. Non è escluso che la gang sia stata protagonista di fatti analoghi. Se così fosse, i carabinieri invitano le vittime a denunciare i reati, in modo che possano essere attivate le necessarie indagini. —
S.C.
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