Con duemila euro ci si potrà sposare al Teatro romano
Istituito l’ufficio separato di stato civile all’area archeologica Una coppia aveva fatto richiesta alla Soprintendenza
VOLTERRA. Duemila euro è il prezzo per un sogno. Quello di coronare il giorno considerato più bello della vita in una location da favola. Sposarsi al Teatro romano di Volterra è diventato realtà da quando è stato istituito un ufficio separato di stato civile per la sola celebrazione dei matrimoni in una delle aree di maggior interesse storico e turistico della città etrusca.
La cifra che si dovrà spendere per potersi dire il fatidico sì al Teatro romano non è poca cosa. Ma è altrettanto vero che si tratta di un giorno speciale e che il posto è in grado di creare suggestioni indimenticabili. E ora che c’è ufficialità, a Palazzo dei Priori si attendono richieste per i matrimoni, con rito civile, in quello che rappresenta Volterra nel mondo.
Anzi, il fatto che l’amministrazione comunale sia arrivata a definire il regolamento per i matrimoni al Teatro romano è dovuto proprio a una coppia che ha avanzato la richiesta. Ma non l’ha fatto al Comune, bensì alla Soprintendenza, ente responsabile dell’area archeologica. A quel punto l’idea che veniva cullata da tempo è venuta alla luce, dando il via alle procedure per giungere a un punto finale e dare il via a un’operazione che mette insieme il turismo legato ai matrimoni, quello che viene indicato come il settore del wedding e che è in grandissima espansione.
«La celebrazione è soggetta a prenotazione, tramite invio di apposita domanda scritta alla posta elettronica certificata (Pec) del Comune di Volterra, da inoltrare almeno 90 giorni prima della data richiesta per lo svolgimento della celebrazione – si legge nel regolamento comunale – La richiesta può essere inoltrata sia dagli sposi che da una apposita agenzia di wedding planner, in questo caso l’impresa deve essere delegata dai nubendi a prendere accordi sui dettagli della gestione della cerimonia. L’autorizzazione alla celebrazione del matrimonio è subordinata alla concessione del parere favorevole alla Soprintendenza Belle Arti Archeologia e Paesaggio di Pisa che, in base all’accordo di valorizzazione è competente per la gestione degli eventi all’interno dell’area archeologica. Parere da acquisire da parte dell’ente, qualora non già presentato dal richiedente». —
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