Sicurezza
«Progetto Apea, oltre un milione speso per niente»
Il candidato del centrodestra Matteo Bagnoli attacca la giunta per la riqualificazione della zona industriale di Gello: «Zero lavori in cinque anni»
Pontedera. Ormai all’ultima curva, il centrodestra tenta l’ultimo affondo. «Il Comune ha dimostrato di utilizzare malamente i soldi dei cittadini per lavori mal realizzati, approssimativi e mai veramente conclusi». È questo quel che afferma il candidato a sindaco Matteo Bagnoli, che mette nel mirino il progetto di riqualificazione della zona industriale del Gello. «Sono passati cinque anni dalla consegna dei lavori – spiega – ma ad oggi, poco o nulla è stato portato a termine, eppure i soldi sono stati spesi».
Insieme ai consiglieri uscenti, Federica Barabotti e Domenico Pandolfi, Bagnoli ripercorre la storia del progetto Apea, acronimo che sta per “aree produttive ecologicamente attrezzate”. «La gara d’appalto è stata vinta dalla CoGeDi, azienda della provincia di Napoli – dice Bagnoli – quindi, nel 2014, viene effettuata la consegna dei lavori». Da quel momento, CoGeDi cede il ramo d’azienda con l’appalto in essere alla Operazioni Srl di Napoli che, a sua volta, affida un subappalto alla Slesa, che aveva già partecipato alla gara. «La spiegazione di questo passaggio di mano è semplice – prosegue – CoGeDi non ha alcuna competenza nel settore della viabilità e ha dovuto appoggiarsi ad altri».
Aspetto, questo, che per Bagnoli la giunta non poteva non conoscere. «La CoGeDi ha anche realizzato la nuova biblioteca comunale – specifica – era noto che non fosse un’azienda specializzata».
Per il centrodestra, sono ancora due gli elementi critici del progetto di riqualificazione: l’impiego di risorse pubbliche e il cambio di natura del progetto stesso. «La prima richiesta di completamento dei lavori del Comune è del 2016 – puntualizza Bagnoli – e, nonostante tutto sia ancora completamente fermo, viene fatto comunque un primo pagamento di poco più di 200mila euro». Dopo quasi due anni dalla scadenza del termine per finire i lavori, Bagnoli denuncia uno spreco di soldi pubblici. «Nonostante dodici solleciti e nonostante l’incredibile ritardo nei lavori, il Comune ha già corrisposto un milione e 266mila euro alla ditta – dice – ma senza la messa in opera dei pannelli fotovoltaici, senza la coloritura delle piste ciclabili, senza la piantumazione del verde e senza la sostituzione dell’illuminazione pubblica per convertirla a led».
A ciò, come detto, si unisce la variante del progetto approvata in un secondo momento. «Si è avuta una riduzione dei volumi e delle vie interessate – commenta Bagnoli – ma anche così non si è avuto alcun avanzamento dei lavori».
Bagnoli, quindi, chiude con cinque domande. «Perché il Comune ha affidato i lavori a una ditta non specializzata in opere stradali? Perché non ha fatto causa alla CoGeDi? Perché la ditta ha goduto del cantiere della biblioteca comunale dove è in corso il progetto dell’atelier della robotica? Perché il Comune ha pagato per lavori che non sono stati fatti? ». —
Pietro Mattonai
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