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La Regione revoca l’autorizzazione all’allevamento di maiali
CENAIA. La vicenda della porcilaia di Cenaia sembra chiusa definitivamente. Nei giorni scorsi si è svolta la conferenza dei servizi in Regione per la revoca dell’autorizzazione dell’allevamento dei suini all’azienda che ha gestito la cosiddetta porcilaia in tutti questi anni, Torre a Cenaia.
Una vicenda che ha creato sempre polemiche e contrapposizioni tra l’azienda e la popolazione che si è lamentata per i cattivi odori emanati dall’allevamento. L’intervento dell’amministrazione comunale di Crespina Lorenzana ha lavorato affinché il problema venisse affrontato dall’ente competente, la Regione. E, alla fine, la soluzione è stata trovata.
Con il decreto dirigenziale della Regione era stato avviato l’iter per lo svuotamento della stalla. Il Comune, tra i vari provvedimenti, aveva fatto anche un’ordinanza che vietava «lo spandimento dei reflui e dei materiali derivanti da allevamento accumulati nelle vasche di stoccaggio per mezzo di irrigatore ad alta pressione e altri sistemi». Entrambi i provvedimenti erano stati impugnati da Torre a Cenaia al Tribunale amministrativo regionale (Tar). Anche l’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana (Arpat) si è mossa per controlli e verifiche sulle procedure con cui venivano gestiti i maiali e i metodi di smaltimento dei rifiuti prodotti dall’allevamento, anche con controlli sui terreni circostanti. E ci sono state richieste d’intervento anche da parte di associazioni ambientaliste che hanno sollecitato i comuni della zona per trovare una soluzione al problema della porciliaia.
Alla fine, tutto si è risolto con la chiusura. I maiali sono cominciati a uscire dall’allevamento a marzo e a ottobre non ce n’erano più. Un cambio netto rispetto agli ultimi quarant’anni per la zona intorno a Cenaia che ha convissuto con la presenza ingombrante di quindicimila suini. —
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