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La favola Pecciolese è già arrivata alla fine. Il patron: "Me ne vado, titolo in vendita"

Tommaso Silvi
Il presidente della Pecciolese, Enrico Lenzi, mentre festeggia dopo la vittoria del campionato di Promozione
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Il presidente della Pecciolese, Enrico Lenzi, mentre festeggia dopo la vittoria del campionato di Promozione

I nerazzurri di Lenzi hanno vinto tutto, ma ora sono senza centro sportivo per la “guerra” coi responsabili del settore giovanile 

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PECCIOLI. Dalla Supercoppa di Promozione alzata al cielo di Firenze, al materiale sportivo per partite e allenamenti caricato su un furgone e parcheggiato a chilometri di distanza. Dal sogno, al dramma. Tutto in pochi giorni. Tutto all’improvviso. La favola Pecciolese si chiude sul più bello. E nel peggiore dei modi. Con le dimissioni del presidente Enrico Lenzi e di tre suoi collaboratori: il direttore sportivo Alessandro Donati, il team manager Federico Lemmi e l’addetta stampa Romina Orsini. Quella del club nerazzurro è stata la storia di calcio più bella della Valdera nell’ultima stagione. Il 28 aprile la storica promozione nel campionato di Eccellenza, punto più alto raggiunto dalla società in 83 anni di storia. Poi, venerdì scorso, il trionfo nella Supercoppa del campionato di Promozione, ai rigori con la Pontremolese.

E oggi? Oggi la Pecciolese è senza il suo presidente e, soprattutto, senza un centro sportivo in cui allenarsi e giocare. Cosa è successo negli ultimi giorni lo spiega l’ormai ex patron nerazzurro, Enrico Lenzi: «Siamo stati cacciati dal nostro impianto. Oltretutto tramite sms, poche ore dopo la vittoria in Supercoppa». Lenzi prosegue ed entra nello specifico: «La società Asd Peccioli Calcio, che gestisce il campo sportivo – spiega Lenzi – e a cui noi paghiamo regolarmente un affitto, ci ha comunicato attraverso un messaggio che avremmo dovuto lasciare il campo “come se non ci fossimo mai stati».

Lenzi dice di essere perfettamente in pari nei pagamenti nei confronti dell’Asd Peccioli – «È tutto dimostrabile», puntualizza – e quindi non si capisce come mai la società, che si occupa esclusivamente di settore giovanile, abbia deciso di “sfrattare” l’Fc Pecciolese 1936.

«C’è stata qualche ruggine in passato, ma niente di particolare. Non so quale sia il motivo della decisione, ho chiesto anche un incontro con l’amministrazione, ma il sindaco Renzo Macelloni in questo momento è impegnato, capisco che non abbia tempo per ricevermi. Comunque – racconta ancora Lenzi – ho comunicato a tutti che avrei portato via il nostro materiale dal centro sportivo, e nessuno mi ha detto alcunché o chiesto di ripensarci. Mi è stato detto semplicemente “riparliamone dopo le elezioni”. Io, però, non aspetto nessuno, la preparazione al campionato di Eccellenza deve avvenire con calma e con tappe precise. Così non ci sono le condizioni».

Enrico Lenzi conclude dicendo che il titolo è a disposizione di qualsiasi imprenditore si presenti con progetti seri e un quadro finanziario credibile: «Il titolo è prima di tutto dei pecciolesi, se non lo vorranno tenere tratterò io per garantirgli un futuro. Sono disposto a cederlo, ma solo a persone serie. Perché io – conclude Lenzi – alla Pecciolese gli voglio bene». Se non ci saranno ripensamenti o colpi di scena, la favola nerazzurra si concluderà così. Nel peggiore dei modi.

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