Sicurezza
Fallisce la prima esperienza degli ex Tmm «La cooperativa non muore e va avanti»
Gli operai rinunciano alla commessa della Bolfra di Castelfiorentino: «Non ci hanno ancora pagato la prima fattura»
PONTEDERA. È naufragata la prima esperienza lavorativa della cooperativa Presidio metalmeccanico, nata dalle ceneri del presidio degli operai della Tmm. Dei ventisei soci della cooperativa, all’inizio di febbraio in nove avevano cominciato una commessa per la ditta Bolfra di Castelfiorentino, che opera nel settore del legno. Gli ex lavoratori della ditta di marmitte dell’indotto Piaggio, chiusa all’inizio di agosto 2017, erano stati incaricati di realizzare una commessa per verande destinate a campeggi. Ma hanno rinunciato e ora aspettano buone notizie su altri versanti. «Questo lavoro è andato male – dice la presidente della cooperativa, Barbara Sardelli – ma l’esperienza di Presidio metalmeccanico non è fallita. Stiamo aspettando altri lavori».
Fumata nera, quindi, dopo il primo tentativo andato a vuoto. Dietro cui, però, ci sarebbero anche problemi legati a mancati pagamenti della prima tranche della commessa. «Abbiamo montato le prime 22 verande – riprende Sardelli – e abbiamo emesso la prima fattura. Ci siamo trovati subito di fronte a problemi di liquidità da parte della ditta committente che ha spostato i pagamenti alla fine di aprile. Poi il termine è slittato all’inizio di maggio. Ma finora non abbiamo ancora ricevuto quanto ci spettava».
Non che fosse molto, intendiamoci. «Lo stipendio relativo a questa commessa sarebbe di 700 euro al mese – aggiunge la presidente – Meno di quanto percepiremmo in Naspi». La situazione di estrema incertezza ha fatto sì che in cinque, sui nove complessivi, si siano ritirati, lasciando i quattro rimasti con un cerino in mano più grande di loro. «Non avremmo potuto rispettare i termini della consegna – sottolinea ancora Barbara Sardelli – E abbiamo deciso di rinunciare, impauriti dall’eventualità di dover pagare penali ai campeggi internazionali a cui erano destinate le verande che avremmo dovuto montare».
Insomma, un flop dovuto a vari fattori, tra cui anche l’inesperienza e la necessità di dover affinare molti aspetti aziendali, come la chiarezza nei rapporti con i committenti. «Sapevamo che sarebbe stato difficile – commenta il segretario regionale della Fiom Cgil, Massimo Braccini che ha seguito in prima persona tutta la vicenda insieme al sindaco di Pontedera, Simone Millozzi e ai responsabili della Legacoop Toscana – Questa prima esperienza non ha funzionato. Ma non dobbiamo mollare e scoraggiarci. L’obiettivo è ottenere lavori che gli operai siano in grado di portare avanti in autonomia. Abbiamo alcune trattative di cui siamo in attesa di ottenere una risposta e siamo fiduciosi. Dovremo pensare anche a un capannone dove poter lavorare senza problemi. La cooperativa Presidio metalmeccanico è viva, anche se deve trovare la giusta strada per dare una seconda chance agli operai». —
Andreas Quirici
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