Il Tirreno

Pontedera

Tolti i sigilli alla casa dove è stato ucciso Giuseppe Marchesano

S.C.
Giuseppe Marchesano
◗
Giuseppe Marchesano

Casteldelbosco. I familiari dell’operaio trucidato con undici colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata sono tornati nella casa della tragedia per portare via le cose del figlio

2 MINUTI DI LETTURA





Montopoli. Non è più sotto sequestro la casa dove è stato ucciso, nei giorni successivi alla festa di Halloween, Giuseppe Marchesano, 27 anni. I sigilli la Procura li ha fatti togliere da poco più di una settimana. I familiari dell’operaio trucidato con undici colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata sono tornati nella casa della tragedia per portare via le cose del figlio. I ricordi di una vita spezzata, di un figlio strappato ai genitori in maniera violenta e lasciando aperti mille interrogativi.. Giuseppe si fidava dell’amico che lo ha ucciso, al punto che la sera del 9 novembre scorso lo fece entrare in casa sua, consegnandosi nelle mani del suo assassino. «Abbiamo visto togliere i sigilli alla porta e poi sono venuti i familiari a prendere le cose del figlio che ricordiamo ancora come una persona gentile e riservata», dice una vicina. Le indagini ormai sono chiuse e così la Procura non ha ravvisato la necessità di tenere ancora sotto sequestro la casa del delitto dove abitava la vittima.

Nel salotto del piccolo appartamento, vicino all’ingresso, Danny Scotto di Chiesina Uzzanese uccise l’amico con undici colpi di pistola, sparati con la 357 Magnum. Secondo la Procura, Scotto voleva ammazzare il coetaneo. E con questa intenzione era partito da casa sua, da Chiesina Uzzanese, alla guida dell’auto del nonno. Danny festeggiava il suo compleanno, ma era solo, come tante altre volte. Voleva regolare i conti con chi, tra i tanti, fin dai tempi della scuola, non lo aveva accettato come amico. Le indagini hanno rivelato un aspetto inquietante. Danny prima di andare a sbarazzarsi di Marchesano aveva provato a telefonare anche ad altri ex compagni di scuola che avevano “rifiutato” la sua amicizia. Nessuno gli aveva risposto o aveva accettato il suo invito. Scotto, operaio agricolo dal carattere chiuso e senza amici, in un primo momento ha confessato l’omicidio, poi ci ha ripensato lasciando senza parole anche i difensori che lo hanno assistito dopo l’arresto e che poi hanno lasciato l’incarico.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.31450715:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2019/05/11/news/omicidio-marchesano-chiusa-l-inchiesta-scotto-accusato-anche-di-premeditazione-1.31450715]]

Ma le indagini svolte dai carabinieri e gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura non lasciano spazio a dubbi, a cominciare dall’esito della perizia balistica che attribuisce alla pistola di Danny i proiettili trovati nel corpo della vittima e nell’appartamento. Per questo il giovane risponderà di omicidio volontario. –

S.C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze