Il Tirreno

Pontedera

Visite pediatriche anche a distanza in collegamento coi medici del Meyer

Pietro Mattonai
Un momento della presentazione della telemedicina all'ospedale di Pontedera
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Un momento della presentazione della telemedicina all'ospedale di Pontedera

Nuovo sistema per gli ospedali di Pontedera e Volterra, diagnosi e trattamenti condivisi con i medici fiorentini

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PONTEDERA. Centinaia di chilometri azzerati da un sistema informatico di telemedicina. Volterra, Pontedera, il “Meyer” di Firenze e l’ospedale pediatrico apuano di Massa da oggi sono connessi grazie a un programma di teleconsulto che permette ai diversi ambulatori dei presidi ospedalieri di condividere diagnosi e trattamenti. In poche parole, se un bimbo della pediatria dell’ospedale di Pontedera dovesse avere immediato bisogno di un consulto per una ustione, il sistema di telemedicina permetterà ai medici di mettersi in contatto col Meyer, centro specializzato per le ustioni e la chirurgia plastica. Tutto attraverso il computer, ma anche tablet e smartphone. . efficacia tempestiva

«Il teleconsulto ha la proprietà di risolvere una doppia problematica – spiega l’ingegner Alessandro Iala, responsabile del progetto – ovvero la tempestività clinica e l’efficentamento del costo dei trasporti». Un sistema che, dunque, crea virtualmente un unico presidio ospedaliero, dislocato tra Volterra, Pontedera, Firenze e Massa. «Ci sarà un server centrale di telemedicina che potrà essere utilizzato da tutti i reparti – dice Riccardo Orsini, membro del progetto – e attraverso di esso potranno essere condivisi anche file e immagini». Una vera e propria banca dati che consentirà ai medici di valutare radiografie, ecografie e tutti gli esami dei pazienti che saranno seguiti attraverso la telemedicina.

SISTEMA HUB-SPOKE. Il funzionamento è fondamentalmente semplice. La telemedicina fa interagire i presidi ospedalieri creando una rete clinica integrata, dove ogni centro può fungere da mittente e da destinatario. Un sistema definito di “hub-spoke”, letteralmente “mozzo e raggio”: come in una ruota immaginaria, il reparto di pediatria di Pontedera – al centro – può muoversi lungo i raggi per chiedere agli altri enti coinvolti competenze che non possono essere direttamente assicurate dal Lotti.

SIMULAZIONI. E come prova, proprio il reparto di pediatria si è messo in contatto audio e video con una sala operatoria di Volterra. «Ogni richiesta viene visualizzata sullo schermo, insieme ai referti e alle immagini – spiega Orsini – come un vero e proprio completamento del percorso tra il pronto soccorso di Volterra e la pediatria pontederese». Uno strumento che potrebbe rivoluzionare il modo di fare medicina per i distretti coinvolti. «Noi cercheremo di fare il nostro meglio attraverso la tecnologia – dice il dottor Ugo Bottone, primario del reparto di pediatria – naturalmente, l’utilizzo del mezzo dipende anche dalla formazione del personale, che faremo nel più breve tempo possibile».

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