Sicurezza
Piccola e agguerrita Querciola insegue il sogno con la “figlia del vento”
La fortunella arancioverde Gemma Gannon ha la corsa nel sangue Benvenuti: «Il primo obiettivo è vivere questa giornata alla grande»
cuore “Brigante”
Se a vincere il Palio dovesse essere la contrada col fortunello più particolare, il cencio andrebbe sicuramente alla... Querciola. Ma perché? La spiegazione sta nella “qualifica” data alla giovane Gemma Gannon (nella foto della contrada), 12 anni, scelta dal capitano Luca Bologni per andare a prendere il cavallo. Gemma, infatti, viene chiamata “Figlia del vento” per la sua velocità nel correre: cosa volere di più da una fortunella? Una ragazzina che si è subito innamorata del Palio e della contrada e che ha portato alla sua gente forse il cavallo ideale: è Vankook, forte ma che non parte come favorito. Si dice che il favorito non vince mai, quindi meglio avere un cavallo da seconda-terza fila per andare a correre senza troppe pressioni e con la mente sgombra.
Querciola, d’altronde, è l’emblema di quanto strano sia il Palio: contrada creata come territorio cuscinetto fra due “contradoni” (Ferruzza e Cappiano), in 38 anni ha vinto 5 cenci, seconda solo a Porta Bernarda e alla pari con Sant’Andrea e Massarella.
Quando la storia di Querciola iniziava, l’attuale presidente Marco Benvenuti faceva parte del consiglio dei donatori di sangue Fratres, che sono poi quelli che il Palio l’hanno inventato nel 1981, dando il via ad un’epopea che forse nemmeno immaginavano. Benvenuti – nel giro di 7 anni – è prima entrato nel consiglio e dall’estate scorsa ne è il massimo rappresentante, al posto di Emiliano Capodarca.
Ed è proprio Benvenuti a spiegare perché la “piccola e agguerrita” Querciola è diventata una forza del Palio di Fucecchio: «In quei primi anni fu importante vincere subito, ha aiutato la contrada a crescere. All’epoca c’erano poche famiglie e magari non vincendo avremmo potuto fare la fine delle contrade che poi sono sparite. Erano anni diversi: mi ricordo che una volta scappò il cavallo e dovemmo andarlo a riprendere in una vigna, dov’era andato a mangiare l’uva».
Roba che oggi non accadrebbe mai ma che lascia un velo di simpatia su quegli anni di esordi. Da anni il Palio di Fucecchio si è strutturato e i professionisti che ci ruotano attorno sono sempre di più. Ma a fare la differenza è comunque lo spirito volontaristico che muove il tutto: «In contrada siamo 29 consiglieri, che discutono e si confrontano per migliorare. Personalmente io devo cercare di tenere la contrada unita per dare una mano a Luca (Bologni, il capitano ndc); mi auguro di continuare a vedere la nostra gente che viene in contrada e la vive, con armonia. Poi è chiaro, da presidente la pressione si sente». La contrada non ha ansia di vincere, anche perché nel 2014-2015 ha realizzato un cappotto “Mereuviglioso”. Ma sognare non costa nulla e quando il cavallo è valido è giusto provarci.
A muovere le pedine c’è Luca Bologni, capitano di poche parole ma competente e spesso anche fortunato (nell’assegnazione dei cavalli). Un mix potenzialmente decisivo, a cui si aggiunge la voglia di affermarsi anche in Buca da parte di Carlo Sanna detto “Brigante”. Sanna lo scorso anno (quando vestiva la giubba di Ferruzza) fu fisicamente fermato da Luigi Bruschelli (coi colori della rivale Cappiano), per cui si può che il Palio di Fucecchio non l’ha fondamentalmente corso.
Oggi Brigante ha un’altra grande opportunità: obiettivo minimo è fare un’ottima finale. —
Marco Sabia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
