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economia e polemiche 

Soprintendenza: no a centrale geotermica di Montecastelli Pisano

Samuele Bartolini

Seconda bocciatura al progetto, dopo quella di Arpat «Altera in modo permanente e irreversibile il paesaggio»

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MONTECASTELLI PISANI. La centrale geotermica in zona Qualtra, a Montecastelli, non s’ha da fare. Sarebbe “un cazzotto nell’occhio” al borgo medievale e al paesaggio circostante. Diciamolo subito. La Sovrintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno non si esprime così. Ma il messaggio è lo stesso. La Sovrintendenza boccia la realizzazione dell’impianto di Montecastelli senza se e senza ma. Il suo parere nel procedimento di Via è netto.

La costruzione di un impianto geotermico vicino al borgo di Montecastelli non è accettabile dal punto di vista paesaggistico perché altera «in modo permanente e irreversibile – si legge nel parere della Sovrintendenza – la struttura insediativa del borgo di Montecastelli e le relazioni visive e funzionali con il contesto paesaggistico di pertinenza circostante». Tradotto: non si può costruire un impianto geotermico in zona Qualtra perché stravolge, senza possibilità di ritorno, l’abitato a Montecastelli e la relazione del borgo medievale con il paesaggio circostante. Non solo. Se autorizzata, la centrale geotermica cambia addirittura «la morfologia del paesaggio collinare di Montecastelli» perché determina nell’insieme «l’inserimento di un complesso dimensionalmente rilevante, planimetricamente prevaricante rispetto all’interno borgo di Montecastelli».

Un esempio? Vediamo le dimensioni dei quattro piazzali. Dice la nota: “173 x 81 metri è il piazzale della centrale geotermoelettrica, 141 x 50, 5 mt il piazzale della postazione perforazione, 70 x 35 mt il piazzale della sottostazione elettrica, con l’aggiunta di una serie di opere più o meno stabili come la postazione di perforazione, alta oltre 30 metri, e la sistemazione della viabilità d’accesso». Se li fanno, dice la Sovrintendenza, ci sarà «un rimodellamento dei versanti collinari interessati, trasformando l’intorno a carattere rurale del borgo Montecastelli in una serie di grossi terrazzamenti».

Insomma, l’infrastruttura industriale dell’impianto geotermico modifica «in modo considerevole e permanente la morfologia del paesaggio collinare di Montecastelli». Detto in termini più diretti: la collina di Montecastelli non sarà più la stessa. Da non dimenticare, infine, che la centrale s’inserisce «in un’area di pregio e incontaminata ai piedi del borgo di Montecastelli», le cui determinazioni storiche e naturalistiche compongono «uno dei quadri maggiormente caratteristici e intatti del paesaggio rurale della Valdicecina e della Toscana centrale».

Il parere della Sovrintendenza non sorprende il Comitato Montecastellli Viva: «Nel 2018 la Sovrintendenza diceva le stesse cose. E ci fa piacere che ribadisca quello che noi evidenziamo da sempre. L’impianto in zona Qualtra non va fatto perché stravolge territorio e paesaggio». —

Samuele Bartolini

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