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Smurano la cassaforte e provano a rubarla ma la lasciano in strada

A.Q.
Smurano la cassaforte e provano a rubarla ma la lasciano in strada

Tentato furto di notte in una agenzia di viaggi a Ponsacco Almeno quattro i ladri che hanno forzato la porta d’ingresso

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PONSACCO. Sono entrati dalla porta principale, forzando la serratura. E sono andati dritti alla cassaforte, ancorata al muro e al pavimento, riuscendo a portarla all’esterno con l’intento di caricarla su un mezzo adeguato e trasportarla in un luogo tranquillo per provare ad aprirla. Ma quello messo a segno l’altra notte ai danni dell’agenzia di viaggi Iaorana di Ponsacco è stato “solo” un tentato furto. Una volta arrivati sulla strada, infatti, qualcosa dev’essere andato storto, tanto che la banda è stata costretta ad abbandonare la cassaforte di fronte all’attività commerciale e a fuggire.

La titolare, Giovanna Biondi, è stata svegliata dall’allarme, collegato al suo cellulare e al telefono di casa, alle 2,50. Praticamente in contemporanea, un vicino ha chiamato il marito della donna avvertendo della presenza dei ladri nell’agenzia di viaggi. Una volta arrivati in via Valdera P., dove si trova Iaorana, la scena che si è presentata di fronte all’imprenditrice e a Chiara Caciagli, che lavora nella stessa agenzia, è stata di totale devastazione. Tutto era a soqquadro, ma soprattutto c’era la cassaforte in strada.

I carabinieri sono intervenuti in poco tempo, ma della banda non c’era nessuna traccia. Ci sono alcuni testimoni che hanno visto un gruppo di quattro o cinque persone uscire dall’attività ponsacchina dopo la partenza dell’allarme. In strada c’erano due mezzi, un’auto e una sorta di furgone dove, evidentemente, la banda pensava di caricare la cassaforte per portarla altrove.

Ovviamente i militari dell’Arma indagano basandosi su questi elementi, ma anche su eventuali indicazioni provenienti, per esempio, dalla videosorveglianza (di cui è sprovvista l’agenzia) pubblica e privata installata nella zona.

Tanta la paura per Biondi e Caciagli, ma anche un pericolo scampato. È vero che dovranno sostenere le spese per ripristinare la cassaforte, ma è altrettanto evidente che il denaro che si trovava all’interno del dispositivo non è stato rubato. —

A.Q.

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