Gioco
La regina della strategia ha in mano due jolly Secci: «Pronti a provarci»
Il capitano di Sant’Andrea non nasconde le ambizioni «Red Riu cavallo forte ed esperto e Gavino Sanna qui è a casa»
forza e strategia
La forza di questa contrada è che “Non s’inventa niente”. Cioè che studia una strada, la sceglie e poi la percorre fino alla fine, conscia di limiti e potenzialità. Sant’Andrea – strategicamente parlando – è sempre sul pezzo, anche quando il cavallo non è dei primi. Certo, nemmeno a Sant’Andrea fanno i miracoli, pur avendo un gruppo stalla invidiato da tanti. D’altronde i numeri parlano chiaro: dal 2012 in poi sono arrivate due vittorie, tre secondi posti e un terzo, oltre ad andare sempre in finale.
Ma che vuol dire – nel concreto – non inventarsi niente? Che, ad esempio, se hai un fantino cercato da tutti, te lo tieni stretto. Fare il Palio vuol dire riuscire ad incastrarsi in tutta una serie di dinamiche, cercando di trarne il maggior profitto possibile. Specie se ti vai a confrontare coi fantini “da Palio”, cioè quelli che dettano legge in piazza del Campo. Ma non c’è soltanto questa strada: nel 2016 l’allora capitano Michele Pellegrini (già vincitore nel 2012) andò a pescare negli ippodromi un fantino di nemmeno 50 chili, nativo della Sardegna: Gavino Sanna. Con Gavino fu subito amore, tanto che al debutto fece terzo e l’anno dopo dominò con Tiepolo, regalando il quinto cencio al popolo insuese. Da questo rapporto di reciproca crescita ne ha giovato sia la contrada che il fantino stesso, che ha imparato a giostrarsi nel famelico mondo del Palio. La contrada ne ha guadagnato perché ha dalla sua un fantino che – non solo per il peso piuma – può fare la differenza.
«Gavino – racconta il capitano Luca Secci (il primo a destra nella noto con la locandina celebrativa del Tirreno per la vittoria 2017) – ha dimostrato che ci tiene a noi. Tra noi e lui c’è un rapporto sereno, di grande chiarezza; noi non volevamo assolutamente obbligarlo e se mi avesse chiesto di andare a montare da un’altra parte non gli avrei detto niente, non sarebbe certo cambiato il nostro rapporto di amicizia. E invece siamo ancora insieme e di questo sono felice: quando Gavino è tornato in contrada c’è stato un vero e proprio boato ad accoglierlo. Uno come lui è sempre un valore aggiunto a cavallo».
Sanna, come detto, lo volevano tutti. Ma siccome la contrada crede fortemente nel cavallo fucecchiese Red Riu, non c’era motivo di avventurarsi verso altri lidi: «Negli ultimi anni abbiamo avuto cavalli forti ma inesperti, ora ne abbiamo uno che sappiamo essere valido e in più è esperto della nostra pista. Sappiamo benissimo di essere da corsa e quindi ci proveremo. Sarà difficile, ma noi ci siamo. La nostra forza è non esaltarci troppo quando abbiamo un grande cavallo e non avvilirci troppo quando non ci piace. La bravura sta nel creare la situazione giusta ogni anno».
Ma che Palio si aspetta questo capitano alla sua seconda carriera? «Un Palio combattuto, con due cavalli più forti degli altri. Poi il nostro Palio è un po’ atipico, perché sì contano le strategie ma spesso vince l’accoppiata migliore. Credo che vedremo delle batterie che saranno delle finali, tirate fino in fondo. E questo potrebbe influenzare la finale stessa, per questo non si può sbagliare niente. Non potremo distrarci nemmeno un attimo». Poi è chiaro che – se dovesse arrivare la vittoria – sarebbe la sesta, cioè quella che fa salire Sant’Andrea al primo posto tra le contrade più titolate, accanto all’altra Nobile Porta Bernarda. «Sì, è vero – conclude Secci – ma io non ci penso. Penso ad un Palio alla volta». —
Marco Sabia
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