Sicurezza
«Eric non era un tipo sprovveduto di sicuro è stato vittima di un agguato»
Parla un’amica del 23enne trovato morto in un cassonetto nella capitale inglese. Il sindaco Capecchi: «Aiuti alla famiglia»
montopoli valdarno. «Eric (foto sotto) non era un tipo sprovveduto. Di sicuro è stato vittima di un agguato. Magari da parte di più persone. Come è possibile che una persona da sola possa mettere un corpo in un cassonetto?»
Anna Brattoli è una delle amiche più vicine a Eric e alla sua famiglia. Quando ha saputo di quello che era successo a Londra è andata a casa dalla mamma dell’amico, Carmen De Caro e dalla sorella Denise.
I genitori del 23enne trovato senza vita in un cassonetto della spazzatura (foto sotto a destra) nel quartiere che ospita lo stadio dell’Arsenal ieri hanno trascorso tutta la giornata a Londra. Denise, in gravidanza avanzata, è rimasta a casa. Carmen e Diego Sanfilippo sono stati accompagnati dal personale del consolato tra obitorio, per il riconoscimento del corpo, polizia e altri adempimenti burocratici. Oggi dovrebbero rientrare a Pisa.
Senza documenti, né portafogli, l’unica cosa rinvenuto negli abiti firmati di Eric era la lettera di licenziamento del ristorante in cui aveva lavorato per mesi (foto grande).
«Ma non era andato via in modo polemico – prosegue Anna –. Ci aveva detto che era quasi una cosa concordata. Dall’ultima volta che ci siamo visti e da quello che mi hanno riferito i familiari, non aveva mostrato particolari problemi nel suo soggiorno londinese. Non so. Forse se c’erano dei guai li avrà tenuti per sé per non far preoccupare la famiglia. Ma non credo. Era una persona solare. Aveva voglia di farsi la sua vita, trovare la sua strada. Anche con sacrificio. Aveva lavorato per anni in conceria, poi anche come pizzaiolo. Per una tv web aveva fatto pure il modello, ma così per gioco».
La notizia rimbalzata da Londra e deflagrata a Marti, piccola frazione di Montopoli, ha portato a casa Sanfilippo tantissime persone. Una vicinanza spontanea per una tragedia ancora senza un perché.
Il sindaco Giovanni Capecchi si è messo a disposizione dei genitori.
«Ho sentito la mamma prima della partenza e le ho rinnovato la disponibilità del Comune per ogni evenienza – spiega Capecchi –. Non parlo solo a livello economico. Mi riferisco all’aspetto legale e a quello burocratico del rimpatrio della salma».
A giorni è atteso il nulla osta per rimandare in Italia il corpo di Eric. E a quel punto sarà possibile organizzare il funerale entro la fine della prossima settimana. Sperando che nel giorno dell’addio chi ha voluto bene al giovane sappia perché è morto. —
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Pietro Barghigiani
Tommaso Silvi
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