Il Tirreno

Pontedera

Il barbero è un’incognita e allora bisogna giocarsi l’effetto sorpresa

M.S.
Il barbero è un’incognita e allora bisogna giocarsi l’effetto sorpresa

I destini delle Botteghe nelle mani del capitano Stefano Alderighi e nell’esperienza del fantino Andrea Mari rimasto con la contrada 

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qui gialloviola

Anche stavolta la dea bendata – nei confronti delle Botteghe – è stata implacabile: dell’estrazione la contrada non ha infatti ottenuto uno dei cavalli che sognava. Anzi è arrivato Le Kabyl, cavallo tutto da scoprire per quanto riguarda limiti e potenzialità.

La contrada non ha esultato per il barbero avuto in sorte ma già da mercoledì sera il gruppo stalla è all’opera per tirare fuori il meglio da un cavallo poco conosciuto, almeno a livello di corse in provincia. Le strategie paliesche sono nelle mani del capitano Stefano Alderighi, amareggiato ma non abbattuto per la poca fortuna avuta in questi anni: «Siamo stanchi di dover fare un Palio sempre in difesa, da quando c'è la tratta solo in due occasioni abbiamo avuto il cavallo migliore della rivale. Ci piacerebbe ogni tanto poter pensare di fare una corsa all'attacco, invece che sempre a cercare di non prendere la purga. Ora cercheremo di capire che margini di crescita ha Le Kabyl: l'idea è di andare in finale e fare una bella corsa, chiaramente dando un'occhiata alla rivale, che ha un animale di prima fascia».

A cavallo c'è Andrea Mari ma non è da escludere che – qualora si prospettasse una corsa puramente difensiva – Alderighi non vada a richiamare quel Massimo Columbu che a Fucecchio e a Siena si è fatto una reputazione da “killer” (ovviamente paliescamente parlando). Ieri sera su Le Kabyl c’era Andrea Mari detto “Brio”, una certezza quando si parla di Piazza del Campo e un punto di domanda quando si parla della Buca, dove non è mai riuscito a colpire il bersaglio grosso. Mari è il fantino di riferimento dei gialloviola, dopo che per anni e anni lo era stato Luigi Bruschelli (insieme ai suoi allievi). E proprio in Brio Alderighi ripone grande fiducia: «Nonostante Le Kabyl non sembri di prima fascia, Andrea è rimasto fedele. È un segno che si fida di noi e che alle Botteghe ci monta sempre volentieri, perché sa di non essere circondato da sprovveduti. E la fiducia che ripone in noi è una delle spinte che mi fa andare avanti».

Sempre che, appunto, Alderighi non viri sul piano b per fermare i più quotati rivali di Borgonovo, che hanno avuto in sorte il debuttante – molto promettente – Zarck. Il capitano non può influire sulla scelta del cavallo, quindi adesso la stalla deve lavorare al massimo: «Ogni volta che ti arriva un cavallo, devi pensare ad impostare un Palio. Stiamo valutando Le Kabyl sotto ogni aspetto: i proprietari sono fiduciosi, noi dobbiamo conoscerlo meglio per capire come muoverci. Sulla carta c’è una disparità tra il nostro barbero e quello di Borgonovo, a loro favore. È una situazione più o meno simile a quella dello scorso anno e la nostra condotta credo che sarà la stessa, perché dobbiamo prima pensare a non prendere la purga».

Botteghe e Borgonovo – a differenza delle altre tre coppie di rivali – non sono mai arrivate ad operazioni di “killeraggio”, con un fantino che regge e/o disarciona quello della rivale per non farlo vincere o per farlo uscire in batteria. Di sicuro per Botteghe farà la differenza andare in finale, specie se dovesse fare lo stesso Borgonovo. Sempre che il poco conosciuto Le Kabyl non sbugiardi tutti e tiri fuori delle potenzialità che facciano saltare il banco delle strategie. —

M.S.

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