Il Tirreno

Pontedera

Boschi cala il jolly e a Massarella arriva Atzeni col suo Vittorino

Marco Sabia
Boschi cala il jolly e a Massarella arriva Atzeni col suo Vittorino

L’abbinamento del cavallo, considerato tra i più forti, ha esaltato l’intero gruppo. Il presidente Rosati: «Il clima è positivo» 

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Capo rosa zzurro

Il cavallo c’è, il fantino anche. Oltretutto a cavallo c’è una sorpresa, perché invece di puntare sull’affidabilissimo usato sicuro rappresentato da Giuseppe Zedde (che a Massarella è di casa), capitan Alildo Boschi ha calato il jolly, andando a prendere quel Giovanni Atzeni che sembrava tagliato fuori dai giochi fucecchiesi, pur essendo uno dei primi violini di piazza del Campo. Massarella ha in mano uno dei cavalli più “chiacchierati”, cioè più discussi e temuti per la sua forza: il riferimento va a Vittorino, di proprietà proprio di Giovanni Atzeni detto “Tittia” e montato in provincia da Stefano Piras. Vittorino – maschio di 5 anni – è rapidissimo in partenza e a prendere la testa; alle corse di primavera e nelle altre di preparazione ha sempre vinto o comunque ben figurato. Quindi, quando alla tratta il suo nome è stato abbinato a quello di Massarella, la contrada è esplosa di gioia.

Ci sono tutti i margini per sognare, come spiega il presidente Ferrero Rosati: «Il clima è positivo, siamo contenti del cavallo avuto in sorte. È un animale che chi segue le corse dipinge come pronto e valido, poi è chiaro che tutto si decide in un giorno, la domenica. Ma a noi va bene anche il lunedì…».

Rosati, con una battuta, si riferisce al Palio 2016, quando Massarella vinse di lunedì perché nella domenica del Palio – per tutta una serie di questioni – non fu possibile disputare la finale per il sopraggiungere del buio. In quel caso a cavallo c’era Giuseppe Zedde detto “Gingillo”, stavolta ci sarà Tittia; questo perché Zedde è andato alla Ferruzza, dove si giocherà comunque tante chance di vittoria con Viky Fortuna, cercando di togliere ai bianconeri la non simpatica cuffia della nonna. Questo spostamento è l’unico colpo di scena nell’ingessato mondo delle monte fucecchiesi; gli altri fantini, infatti, non si sono mossi più di tanto e altri sono proprio rimasti nella contrada “di partenza” (come Mari, Fenu, Topalli e Gavino Sanna).

Ma torniamo a Massarella, che ha l’opportunità di raggiungere a quota sei vittorie la capolista Porta Bernarda: «Ora dobbiamo prepararci al meglio, noi viviamo il Palio con grande forza e passione. La contrada è cresciuta tanto in questi anni e chi verrà dopo di noi troverà una buona traccia da seguire e un grande popolo, una grande comunità». Ma se Rosati è il “capo” in tempo di pace, in tempo di “guerra” è Boschi a tirare le fila: «Alildo è un capitano coraggioso, com’è giusto che sia. Ha dimostrato coraggio in tutte le scelte che ha fatto». Boschi che come fortunella (colei che va a prendere il cavallo dopo la tratta) ha scelto la nipote Rachele, andando quindi a pescare la fortuna in famiglia. Da alcuni anni la tratta sorride alla contrada di Massarella, che però si fa sempre trovare pronta.

E poi per questa edizione c’è uno stimolo in più, una dedica speciale ad un contradaiolo doc che non c’è più: Alessandro Talini. «Sono episodi che ci segnano e ci lasciano una profonda tristezza. E che però ci insegnano a diventare più forti, anche perché Alessandro e le persone come lui le sentiamo sempre con noi, vicine al nostro cuore. Se fisicamente non sono più con noi, con lo spirito sono ancora qua con tutto il popolo di Massarella. E ci danno un’ulteriore spinta per provare a coronare il nostro sogno: portare questo cencio a Massarella». —

Marco Sabia

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