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Pontedera

l’appuntamento 

Una mostra sulla cialda per celebrare il dolce della tradizione pisana

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VICOPISANO. Una mostra sui documenti e i ferri da cialda. È quella che sarà allestita sabato e domenica nelle Segrete di Palazzo Pretorio nella Rocca del Brunelleschi a Vicopisano. Il progetto nasce da un lavoro fatto dagli studenti della classe prima B Afm dell’istituto Pacinotti Galilei di Pisa, guidati dal professor Giovanni Ranieri Fascetti, che è anche presidente e gran maestro della confraternita dei cialdonai.

I ragazzi hanno creato la mostra proponendo lo sviluppo a Pisa della produzione di questo dolce e studiando anche il layout delle confezioni. Da qui è nata l’idea dell’esposizione a Vicopisano che sarà visitabile ad ingresso libero sabato dalle 15.30 alle 18 e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 col patrocinio di Comune e Confesercenti Toscana Nord.

«I pisani non sanno che il dolce principe della tradizione pisana è la cialda nelle sue due versioni di dolce del carnevale e di “nozza” ovvero di dolce degli sposalizi – dice Fascetti –. A conservare la tradizione di questo dolce sono tante famiglie che ancora conservano i “ferri della nonna” e li usano in occasione di lieti eventi familiari, dai battesimi ai compleanni e sempre di più anche per i matrimoni in sostituzione dei confetti; il paese di Calcinaia, grazie alla bella Sagra della Nozza, è la capitale della versione più “tranquilla” e luminosa, la nozza appunto, mentre da venti anni nella torre della Rocca del Brunelleschi a Vicopisano la confraternita dei cialdonai, creata dal gruppo culturale Ippolito Rosellini, conserva la tradizione della cialda come dolce del carnevale, diffondendo la conoscenza delle straordinarie radici di questo dolce che risalgono all’antichità».

Il disco di farina bianca confezionato per il carnevale si accompagna sempre con il vino dolce, «istituendo così la celebrazione di un dio che nasce muore e risorge, Osiride/Dioniso, celebrato proprio nella festa del carro navale di Iside grande dea e maga in grado di ricomporre i pezzi del suo sposo e farlo risorgere – aggiunge il gran maestro –. Grande è la potenza di questo dolce che potrebbe essere venduto a Pisa al posto di dolci inventati nel passato come il panforte del Gioco del Ponte, il Panpisa e, soprattutto, al posto delle migliaia di scatole di brigidini di Lamporecchio che ogni anno vengono vendute ai turisti di tutto il mondo nelle bancherelle di piazza del Duomo e nei supermercati di Pisa». —

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