Il Tirreno

Pontedera

Una grotta di stagionatura scavata nella roccia per il “Tre latti” griffato Busti

P. Fa.
Una grotta di stagionatura scavata nella roccia per il “Tre latti” griffato Busti

Domenica pomeriggio l’inaugurazione (con degustazione) a Lari con la regia della famiglia che produce formaggi da tre generazioni 

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Due premi ambiziosi a Tuttofood a Milano e l’apertura della grotta di stagionatura del formaggio Tre latti Lari, proprio all’ombra del castello dei Vicari, accanto alla Bottega di Canfreo. La vocazione antica della famiglia Busti, ormai alla terza generazione, nella produzione di formaggi pecorini di assoluta qualità, prosegue nel gusto e nella passione di far arrivare sulle tavole un prodotto che parla del nostro territorio.

Nel fine settimana passato all’importante manifestazione biennale di Milano, la famiglia Busti ha conquistato il terzo posto con il Marzolino bio a caglio vegetale senza lattosio, e il primo premio – decretato dai consumatori dopo l’assaggio alla cieca – del pecorino Lo scudo di Fauglia.

Stesso avvenire radioso si prefigura per il Tre latti Lari (il nome è dato dalla presenza in parti uguali di latte vaccino, caprino e pecora) che ha già ricevuto, peraltro, l’oro al Trofeo san Lucio Pandino per la categoria formaggi stagionati e l’argento al World cheese awards’18-19. Anch’esso maturerà e si affinerà nella grotta di stagionatura di Lari, con le pareti scavate direttamente nella roccia.

Ne va fiero Stefano Busti, il “capitano” dell’azienda, nella presentazione alla stampa di ieri mattina, ricordando come dal 1955, quando nacque l’attività casearia. Dal nonno Alessandro, al padre Remo che dette il vero e proprio via, a Stefano, al figlio Marco l’azienda di Acciaiolo ha superato i 100 addetti complessivi. Ben settanta i tipi di formaggio pecorino prodotti: tutti con la medesima passione e competenza.

E quando venne deciso di dotare le pecore al pascolo di gps, l’81enne Remo sbottò in un leggendario quanto eloquente – riferendosi al figlio e al nipote – «Ecco, avete pensato un’altra bella cavolata». Il tutto per una tracciabilità certa del prodotto, insomma una specie di moderno campanaccio.

Il presidente della Camera di commercio, Valter Tamburini, si è detto «soddisfatto della presenza di aziende come la Busti che sono cresciute e possono ora camminare da sole senza il supporto della Camera. E per di più sentono vicino il territorio e contribuiscono per questo all’affermazione del marchio “Terre di Pisa”».

Il presidente della Cna Pisa, Matteo Giusti ha sottolineato come l’attività della famiglia Busti «rappresenti lo spirito dell’artigianato perfetto», mentre il direttore della Coldiretti Pisa Livorno, Francesco Ciarrocchi ha rimarcato il legame «con il territorio, anche con i nomi dati ai vari pecorini prodotti».

Il sindaco di Casciana Terme Lari, Mirko Terreni, ha sottolineato che «l’apertura di questa grotta rilancia ancora di più la promozione del territorio ed è il coronamento di un’intensa attività per fafr apprezzare le nostre bellezze».

Dunque, domenica dalle 17 l’inaugurazione della grotta di stagionatura, con il pubblico che potrà visitarla e anche degustare i prodotti caseari e gli altri della zona. Perché non è escluso che con Busti, trovino il modo di interagire pasta Martelli, liquorificio Meini, Savini tartufi, altre eccellenze pisane. –

P. Fa.



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