Lutto
Geotermia, no di Arpat all’impianto di Magma a Montecastelli Pisano
L’Agenzia per l’ambiente boccia il progetto vicino al borgo «Fa troppo rumore e le emissioni sono irregolari»
castelnuovo valdicecina. Che sia in fase di perforazione o in funzione a pieno regime, cambia poco. La centrale geotermica - così come progettata - fa troppo rumore di notte e sveglia gli abitanti di Montecastelli. Non solo. Il calcolo delle emissioni di acido solfidrico non è corretto, va rifatto. La simulazione non tiene conto dell’orografia del territorio: calcola le emissioni come se la centrale operasse in pianura quando Montecastelli, invece, è in collina. La simulazione poi non tiene conto delle condizioni meteo. Va rifatto pure il calcolo delle emissioni di ossido di azoto in fase di perforazione. I motori diesel “non stradali” inquinano più di quanto preventivato ed è meglio che non girino al massimo.
È l’Arpat - l’Agenzia regionale per la protezione ambientale - a fare le “pulci” alla centrale geotermica sperimentale progettata da Magma Energy Italia per la zona Qualtra di Montecastelli, nel comune di Castelnuovo Valdicecina. Su richiesta della Regione, il colosso geotermico ha presentato le integrazioni al progetto di realizzazione dell’impianto, il procedimento di Valutazione d’impatto ambientale (Via) è in corso e se la centrale verrà lasciata così com’è, per l’Arpat «l’impianto risulta incompatibile dal punto di vista ambientale per quanto riguarda l’impatto acustico».
Tra i punti critici, le emissioni in atmosfera del nuovo impianto sono assimilabili a quelle misurate da Arpat sulle centrale di Sesta nel 2013, dice il colosso geotermico. Peccato che le analisi Arpat siano del 2003.
Nel frattempo Magma prepara la controffensiva. Entro il 18 maggio dovrà depositare all’Ufficio Via le risposte alle osservazioni del Comitato Montecastelli Viva sulle difformità dell’impianto rispetto alla legge regionale sulla geotermia. La nuova centrale deve stare accesa il 98% delle ore di funzionamento annuo, dice la legge. Quella di Magma sta accesa il 92% del tempo. Va fatto il controllo della qualità dell’aria da remoto. Ma la nuova centrale non lo prevede. C’è poi il Piano di indirizzo territoriale della Regione a tutela del paesaggio. «Ma il nuovo impianto non lo rispetta. Sarà costruito vicino al borgo medievale e impatta col paesaggio circostante», dice il comitato. —
Samuele Bartolini
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