Il Tirreno

Pontedera

Da Gostanza al “Rosso” sabato i nostri lettori alla scoperta del Castello tra storia e... fantasmi

Paolo Falconi
Da Gostanza al “Rosso” sabato i nostri lettori alla scoperta del Castello tra storia e... fantasmi

Lari: dall’epoca dell’Inquisizione ai primi tempi del regime fascista quelle stanze raccontano fatti e misfatti di torture e di dolore 

3 MINUTI DI LETTURA





due spiriti dannati

Nel medioevo utilizzato dai Vicari come sede del tribunale con tanto di sala delle torture, oggi quel castello nel centro di Lari è luogo denso di misteri in cui si avvertono almeno due “presenze”. Un uomo che si manifesta – dicono – nella notte a cavallo tra il 15 e il 16 di dicembre di ogni anno; una donna inquisita per stregoneria dalla santa inquisizione, accusata di avere ucciso un giovane con i suoi trattamenti e di intrattenere rapporti con il demonio. Nel castello dei Vicari di Lari (meta della visita riservata ai nostri lettori, vedi box), oggi, si aggirerebbero indisturbati ma sempre in preda ai loro strazi. Di Gostanza da Libbiano, la donna condannata dall’inquisizione, si crede che il suo fantasma ogni tanto torni nella cella dove fu tenuta prigioniera e in molti giurano di aver udito echeggiare in tutta la valle le sue urla strazianti. C’è anche chi parla dello spettro di una donna vestita di cenci e in catene che si trascina nelle prigioni attraversando i muri e con la testa chinata al suolo.

L’altro spirito dannato apparterrebbe a Giovanni Princi detto “il Rosso della Paola”, rinchiuso come cospiratore e nemico politico nella cella numero 5 del castello. Era un contadino, Paola era sua madre, finì in carcere all’inizio del 1922 perché oppositore accanito del fascismo. Era stato dichiarato responsabile di alcune azioni contro i capi fascisti della zona. Una sassaiola contro la finestra di un gerarca (o contro la Casa del fascio, secondo altre testimonianze).

Princi fu trovato morto la mattina del 16 dicembre 1922, impiccato alle inferriate della finestra. Si disse per suicidio, nonostante il suo corpo presentasse segni evidenti di percosse e una vistosa ferita alla testa. A distanza di oltre 50 anni dalla sua morte, nella sua cella fece la comparsa il fantasma di Giovanni Princi; i primi testimoni furono l’ex guardiano del castello e la sua famiglia. I siti del paranormale e i libri sugli argomenti misteriosi parlano con dovizia di particolari dei misteri del castello di Lari. Furono i Vicari a renderlo sede del tribunale con sala torture, prigioni e sala dove chi veniva ritenuto colpevole finiva giustiziato. Fu carcere fino al 1934 e al suo interno furono martoriati centinaia di prigionieri. Di Gostanza da Libbiano si dice fosse una “strega buona”; fu accusata, appunto, di stregoneria poiché molta gente si recava da lei perché conosceva le proprietà curative delle erbe. Una moderna omeopata, solo che eravamo nel 1594. Così finì nel mirino dell’Inquisizione con la falsa accusa di aver provocato la morte di un giovane e di avere rapporti col demonio.

Venne incarcerata nel castello dei Vicari per un po’ di tempo e finì per impazzire. Nonostante non fosse stata condannata, fu costretta a vivere a tre miglia da casa sua, altrimenti sarebbe stata arrestata nuovamente e frustata. Il 19 agosto 2002 il fantasma larigiano del ventesimo secolo apparve… in tv: Italia 1 dedicò al Rosso della Paola uno speciale di Studio Aperto. Un castello “abitato” da fantasmi può rappresentare un’opportunità per la curiosità e l’interesse di molte persone. –

Paolo Falconi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web