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Pontedera

Carli brucia le tappe e culla il sogno di uscire dalla Buca in “cappotto”

Marco Sabia
Carli brucia le tappe e culla il sogno di uscire dalla Buca in “cappotto”

A soli 23 anni è presidente del Samo campione in carica che punta al bis «Se vincessi potrei anche smettere, avrei già esaudito i miei desideri» 

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leader rossoblù

Probabilmente il suo record di precocità è destinato a rimanere tale per molti, molti anni. Un po’ come quello di Max Verstappen in Formula 1, vincitore di un gran premio a 18 anni e 7 mesi, quando generalmente a questa età si gira ancora col foglio rosa. Ma la precocità di Carli riguarda un altro aspetto: decidere di assumere la carica di presidente a nemmeno 24 anni è sicuramente sinonimo di coraggio, perché gran parte delle incombenze di una contrada ricade proprio sulla testa della massima carica. Ma per chi è nato nel Palio e nel Palio è cresciuto certi passaggi diventano naturali: Alessandro Carli (nella foto con la consigliera Aurora Viti Gomez) è il presidente della contrada campione in carica, che risponde al nome di Samo. Visto che il calcio è lo sport più diffuso in Italia, sopraggiunge anche un paragone pallonaro: Carli è l’Amedeo Amadei dei presidenti, in quanto Amadei è stato il più precoce esordiente e marcatore della storia della Serie A. Carli è un po’ l’emblema della “mutazione” di Samo negli ultimi 10 anni: se storicamente questa contrada raccoglieva solo le briciole, dal 2011 in poi la storia del Leone Rampante (tagliato di blu e rosso) è cambiata. In 8 anni – anche grazie al passaggio dal sistema dell’ingaggio a quello della tratta – sono arrivate le soddisfazioni che erano mancate per i tre decenni precedenti: prima l’accoppiata Simone Mereu – Narcisco (che beffa Botteghe al fotofinish), poi Valter Pusceddu detto “Bighino” sul Re d’argento Quan King nel bagnatissimo Palio dello scorso anno. Palio bagnato, Palio fortunato: «Questa contrada – racconta Carli – ha bisogno di scossoni: se fino ad un certo punto eravamo abituati a non vincere, nel 2011 abbiamo subito uno shock positivo. Poi vincendo lo scorso anno ci siamo convinti ancora di più che abbiamo tutte le carte in regola per dire la nostra in Buca. Vincere aiuta a vincere. E chi viene a vestire il nostro giubbino trova un ambiente ideale».

Quindi c’è voglia di “cappotto” (non quello per la pioggia)? «A chi non stuzzicherebbe? Non abbiamo ansia da prestazione ma tanta voglia di vincere. Sarà un Palio dove le contrade senza rivale saranno in maggioranza e ci sarà parecchia voglia di rivalsa. In tanti andranno all’attacco, compresi noi. Le strategie saranno fatte per vincere».

Solitamente il contradaiolo è estremamente scaramantico e si porta dietro tutta una serie di riti propiziatori. Oppure c’è chi fa un fioretto, una promessa. Il più giovane presidente della storia del Palio come si schiera? «Beh, se dovessi vincere da presidente dopo averlo fatto da vicepresidente nel giro di due anni potrei anche smettere. Avrei esaudito tutti i miei desideri e avrei raggiunto obiettivi al massimo eguagliabili. Sarebbe bello essere ricordato anche per una vittoria, oltre che per il record di precocità. Ma a parte questo il vero ruolo del presidente è quello di far sentire tutti parte dello stesso gruppo, alla pari. La contrada è una grande famiglia». Desideri a parte, che Palio si aspetta Carli? «Un Palio che sia una festa collettiva, Fucecchio in questo momento sta vivendo in un’incredibile bolla di sapone. L’atmosfera è bellissima e mi auguro che rimanga tale».

L’anno scorso le lacrime di gioia per la vittoria si mescolarono con la pioggia incessante scesa dal cielo. Anche per domenica le previsioni parlano di meteo ballerino, quindi al Samo sono pronti a portare l’ombrello e... a indossare il cappotto. —

Marco Sabia

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