Attenzione
«Bellezza ignorata e la strada per Virgo è nel degrado»
Lo sdegno del regista Stefano Bracci «Conta il prezzo delle cose, non i valori»
la denuncia
LUCIA ATERINI
La bellezza potrebbe essere utile non solo per salvare il mondo ma anche una piccola strada di campagna tra Collesalvetti e Cascina. Poi, però, ci sono gli uomini a fare la differenza. La frase del principe Miškin nell’“Idiota” di Dostoevskij (“La bellezza salverà il mondo”) riecheggia nello sdegno di Stefano Bracci, scenografo e regista, che abita su questa striscia di asfalto, in via dello Zannone, una strada con due particolarità, le pessime condizioni e il fatto che porta a Virgo, l’Osservatorio gravitazione europeo, nel comune di Cascina, da cui è passato di recente anche un Nobel. «Una oscenità», un brutto biglietto da visita per un centro internazionale dove si studiano le collisioni tra buchi neri e stelle avvenute milioni di anni fa. Ma i soldi non ci sono e i ricercatori, che arrivano da tutto il mondo, continuano a spaccare le loro auto per arrivare al centro.
Per Stefano Bracci il tratto di asfalto, lungo cui lui abita da 30 anni, è un caso in cui la bellezza esiste ma è doppiamente trascurata, sia quella che viene emanata dalla campagna (tra colline e mare), sia quella che arriva dalla scienza di Virgo.
«Partiamo dal fatto – spiega Bracci, 70 anni, di origine pisana, che ha lavorato per decenni all’estero fino a portare Luciano Pavarotti in Cina con l’Opera di Genova – che qui un tempo la strada era come un biliardo, ci venivano i ragazzi di Collesalvetti e Cascina a correre con le moto. Poi, per la costruzione di Virgo, il tratto è stato danneggiato perché ci transitavano le autobotti con il cemento per la realizzazione del centro. C’erano profonde buche che provocavano gravi danni alle auto. Poi il Comune ha fatto interventi ma solo a toppe». Il fondo è rimasto dissestato perché l’asfalto che viene buttato periodicamente ha una durata limitata.
«È stata messa anche una strettoia dalla parte della via Emilia – va avanti Bracci – per impedire il passaggio dei mezzi pesanti. Ma serve a poco». E a rendere il paesaggio ancora meno “bello” ci sono gli abbandoni di rifiuti, quelli del “turismo delle nettezza” che Collesalvetti, non avendo il “porta a porta”, ha l’onere di sopportare. «E l’amministrazione – aggiunge – non provvede a rimuovere i cumuli di sacchi lungo la strada». Gli abitanti, tra Cascina e Collesalvetti, sono pochissimi ed è per questo che i Comuni ci hanno investito poco. «Molte case sono in vendita – spiega Bracci – lungo via dello Zannone ci abito io e un agricoltore». Eppure ci sarebbe anche un altro luogo di bellezza, la villa di Grecciano. Un luogo ora abbandonato e che aumenta la desolazione. «Il bello di cui siamo proprietari in tutti i sensi – spiega ancora –, dal cibo all’abbigliamento, fa parte della nostra natura. Ma qui non si capisce il valore e allora si trascura». E si arriva alle buche della strada di Virgo. «Il motivo del disinteresse verso il bello – conclude Bracci – è che non si conosce. I nostri studenti, che poi diventeranno gli amministratori del futuro, conoscono poco la storia della musica o la storia dell’arte. E allora, come quelli di oggi, continueranno a non curare il paesaggio o il sapere. E a fermarsi ai prezzi disinteressandosi dei valori». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google