La manifestazione
Uno Scompiglio gialloblù per servire la “purga” alla rivale squalificata
Porta Raimonda punta su Jonatan Bartoletti per spezzare il digiuno La presidente Cenci: «La Bernarda proverà comunque a ostacolarci»
un big per il sogno
«Scompiglio assomiglia a Beppino: è riservato, non parla molto ma dimostra affetto alla contrada coi gesti. Spero che ci possa regalare le stesse gioie che ci ha regalato Il Pesse». Tonella Cenci (nella foto con Bartoletti) è la presidente di una Porta Raimonda che per la prima volta scende in Buca senza la “rivalissima” Porta Bernarda.
Per cui in via Giordano l’ambiente è un mix di euforia spasmodica e pressione a mille. C’è da spezzare un incantesimo che dura dal 1999, cioè dal penultimo Palio con la formula dell’ingaggio: in quel caso fu Giuseppe Michele Pes detto “Il Pesse” (il Re del Palio di Fucecchio negli anni ‘90) a regalare ai gialloblù il terzo cencio e soprattutto il sorpasso sui “cugini del corso” (dalla zona di Fucecchio dove iniziarono i “conflitti” per i confini).
Da allora tanta sfortuna e alcune occasioni sciupate (come nel 2008 con Valter Pusceddu su Lampante, quando i gialloblù vennero "purgati" dai rivali rossoneri). Nel 1999 a cavallo c’era Beppe Pes, adesso la contrada riparte da Jonatan Bartoletti detto “Scompiglio”, fantino pistoiese con 5 affermazioni in Piazza del Campo a Siena. Ed è la stessa presidente a trattare un ritratto affettuoso nei confronti di Scompiglio: «La contrada riparte da lui, poi dipenderà anche da cosa accadrà alla tratta. Ci affidiamo ad un grandissimo di Siena, a dimostrazione che tutto quello che potevamo fare l’abbiamo fatto. Jonatan mi ricorda il Pesse e spero che si possa costruire lo stesso rapporto, è un fantino che nelle piccole cose dimostra attaccamento alla contrada. Lo scorso anno – col settimo cavallo – è salito sul nostro barbero, non tutti lo avrebbero fatto. E ha fatto un Palio da signore, è stato eccezionale».
Sì, indubbiamente l’azione di disturbo nei confronti di Alberto Ricceri su Farfadet du Pecos ha impedito ai rivali di giocarsi la vittoria. Poi i fatti del post corsa hanno comportato la squalifica della stessa Porta Bernarda, che quindi quest’anno farà il Palio “da terra”, come si dice in gergo. Ma Cenci non canta vittoria prima del tempo: «Il loro capitano (Luca Neri, ndc) ha dichiarato che la sua contrada non starà in panchina, quindi anche se non saranno in pista si faranno comunque sentire e attueranno le loro strategie per ostacolarci. L’importante è che la nostra contrada possa uscire dalla Buca con l’orgoglio di aver fatto un bel Palio, poi se la sorte ci darà un buon cavallo potremo sognare anche qualcosa in più».
Vero anche questo: ma la vittoria che manca da due decenni non rischia di diventare un’ossessione? «No, non deve. Ci deve essere voglia di vincere ma non bisogna sentirsi ossessionati. Anche perché mettersi troppa pressione addosso è controproducente. Nel Palio c’è una decisiva componente di fortuna sulla quale non possiamo mettere mano». Un giorno un capitano raccontò che il Palio è “90% fortuna, 10%... fondoschiena”, detto alla toscana. Il che è condivisibile anche questo, visto cosa può riservare il destino. Ma se la fortuna è la regina, la presidente si appella ad ogni scaramanzia: «Pensate al mio cognome, è nel mio destino. L’ultima volta che abbiamo vinto ero presidente, nelle altre due ero vice. Sono stati gli anni più belli della mia vita di contrada e spero che la nostra gente possa tornare a vivere momenti del genere». La contrada Capitana, oggi vuole tornare ad esibire lo scettro del comando dopo tanti, troppi anni. —
Marco Sabia
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