Sicurezza
C’è Topalli per il riscatto Benericetti: «È il nostro primo contradaiolo»
Dopo i capricci del cavallo Resta al canape un anno fa (e l’esclusione) il presidente biancazzurro punta ancora sul fantino albanese
ADRIAN ATTO TERZO
«Abbiamo la rabbia dell’anno scorso e la positività di quest’anno. Ci avviciniamo a questo Palio con la voglia di due anni di attesa». Romano Benericetti è il presidente della contrada Torre, che lo scorso anno praticamente non disputò il Palio perché il cavallo avuto in sorte – Resta – non stava fermo fra i canapi, nonostante ogni tentativo di calmarlo da parte del fantino Adrian Topalli. Una giornata da dimenticare per il popolo torrigiano, col fantino albanese (ma fucecchiese d’adozione) Adrian Topalli che concluse in lacrime il suo non Palio (nella foto). Ma Topalli, a sentire il presidente, è il possibile fattore in più: «Probabilmente quest’anno avremo molti buoni cavalli e non ce ne sarà uno che non potrà vincere. Per questo sarà una corsa aperta a tutti, dove tutti vorranno e potranno vincere. Noi partiamo da una posizione di vantaggio perché Adrian è prima contradaiolo e poi fantino, ha un grandissimo attaccamento ai nostri colori».
Mentre Benericetti parla, Topalli è davanti a lui e lo ascolta. In effetti fu proprio Torre ad abbattere quel muro di diffidenza nei confronti del 38enne di Tirana, che negli anni a seguire ha continuato a vincere in giro per l’Italia. Nel 2017 la neo capitana Denise Cei – prima donna nella storia del Palio di Fucecchio a ricoprire questo ruolo – decise di giocare in contropiede e affidò le briglie torrigiane al fantino che oggi vive a Stabbia e che negli anni si è costruito una reputazione dal nulla a suon di lavoro duro. Topalli regalò a Torre un giro in testa in finale, salvo poi essere sopravanzato da una Sant’Andrea non arginabile con Gavino Sanna e Tiepolo. Poi è venuto il 2018 e l’episodio di Resta, con l’esclusione del cavallo dalla batteria «a tutela della salute animale».
Per cui è come se Torre fosse rimasta al 2017, a quel giro in testa da sogno con Topalli e Red Riu: «La contrada sta bene – continua Benericetti – c’è tanto entusiasmo. Dopo lo scorso anno abbiamo trasformato la rabbia in positività e siamo pronti a giocarci le nostre carte. La Torre scende in pista per vincere, lo dirò anche sabato sera in occasione della cena della vigilia». Certo, però c’è anche una rivale molto importante da tenere d’occhio: Massarella coi suoi 5 cenci. Ma qui Benericetti va oltre la mentalità senese del “prima non prenderle”: «È come nel calcio: se vuoi vincere devi fare il tuo gioco e a quel punto se sei stato il migliore vincerai. Il tatticismo a prescindere non serve a niente: quando può attaccare devi farlo, quando serve difenderti devi farlo. Prima si pensa a fare gol, poi semmai a non prenderlo. Poi, visto il livello dei cavalli, a fare la differenza saranno i particolari».
Topalli, che conosce ogni granello di sabbia della Buca, ha nelle sue mani il destino di Torre: salvo sconvolgimenti e incastri particolari non cambierà giubba e rimarrà sulle colline delle Cerbaie. Anche perché il rapporto che si è creato con chi ha deciso di dargli fiducia quando il debutto a Fucecchio sembrava non arrivare mai è diventato più forte delle sirene delle altre contrade. Poi si sa, il Palio fa ciò che vuole col destino e disegna trame assolutamente imprevedibili. Ma un Topalli che corona il suo sogno di vincere “in casa” sarebbe l’ennesimo capitolo avvincente della storia di quel Palio nato nel 1981 come evento clou della Settimana del Donatore Fratres. —
M.S.
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