Il Tirreno

Pontedera

Prosciugano l'eredità da 1,5 milioni: alla sbarra due dipendenti Mps

Massimo Donati
Da sinistra Chaminda Atula Kumara Hetti Arachchige il luogo del duplice delitto e l’avvocato Stefano Bertini
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Da sinistra Chaminda Atula Kumara Hetti Arachchige il luogo del duplice delitto e l’avvocato Stefano Bertini

Il 44enne derubato è internato nella Rems di Volterra per duplice omicidio. La Procura: direttrice e impiegata sono complici del suo avvocato (condannato)

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VOLTERRA. Mentre era rinchiuso nell’ospedale psichiatrico giudiziario per aver ucciso a coltellate due suoi connazionali, il suo difensore aveva prosciugato tutto il suo ingente patrimonio: dei quasi 2 milioni di euro fra conti correnti, titoli e polizze vita che Chaminda Atula Kumara Hetti Arachchige aveva ricevuto in eredità dall’anziano gioielliere a cui per anni aveva fatto da badante, erano rimasti appena 400 euro. Ma l’avvocato Stefano Bertini (condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione per furto aggravato nel luglio scorso) non aveva fatto tutto da solo. Almeno secondo la procura della Repubblica. Che ha mandato sotto processo anche la direttrice di banca che aveva consentito che il legale fiorentino potesse svuotare conto corrente e deposito titoli, nonostante la procura speciale che aveva in mano gli permettesse soltanto di pagare bollette, tasse e notule per conto del suo assistito.

Imputata di furto aggravato in concorso, Orietta Ferri, 51 anni, residente a Pistoia, che dal novembre 2006 al gennaio 2011 era stata la direttrice della filiale numero 32 di Mps a Firenze, dove il badante cingalese aveva circa un milione e mezzo di euro. Stesse accuse per un’impiegata della stessa filiale, Maria Cardinali, 40 anni, di Casole d’Elsa (Siena), preposta alla “Linea affluent” dal maggio 2010 all’aprile 2014. Davanti al giudice monocratico di Firenze si è svolta la prima udienza. Nel corso della quale il 44enne badante cingalese (attualmente internato a Volterra nella Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza detentive) si è costituito parte civile attraverso il suo amministratore di sostegno, l’avvocato Bernardo Neto, e rappresentato in giudizio dall’avvocato Paolo Florio di Firenze, che già lo aveva assistito nel processo che ha portato alla condanna dell’avvocato Bertini (in cui aveva ottenuto una provvisionale di 345.000 euro per i danni patiti). Nell’atto di costituzione di parte civile, i due avvocati ricostruiscono la vicenda che ha avuto come protagonista l’ Hetti, originario dello Sri Lanka, dal 2003 badante di un allora 87enne gioielliere fiorentino che, tre anni dopo, lo aveva nominato suo erede universale.

Con la morte dell’anziano assistito, nel novembre 2009, il 44enne cingalese era entrato in possesso di un patrimonio di 2.800.000 euro, compreso il valore della villa del suo benefattore. A quel tempo già da un anno l’uomo era in cura al centro di salute mentale per problemi psichiatrici che si erano evidenziati in tutta la loro gravità il 4 aprile 2010, quando aveva ucciso in strada a Firenze due connazionali che da anni lo prendevano in giro accusandolo di avere avuto rapporti omossessuali con l’anziano gioielliere. Hatti era finito prima in carcere e poi all’Opg di Montelupo, quando, processato, era stato prosciolto perché giudicato incapace di intendere e di volere, con l’obbligo però di passare almeno 20 anni in un Opg. Ad assisterlo, l’avvocato Bertini, dal 10 aprile 2010 suo procuratore speciale. E che lo aveva derubato di tutti i soldi ereditati. Molto dei quali si trovavano nel conto e sotto forma di titoli nella filiale Mps. E qui entrano in gioco la direttrice e l’impiegata della filiale, accusate di aver consentito che ciò avvenisse.

Infatti la procura presentata loro dal Bertini era solo per “atti di ordinaria amministrazione”, il tutto sempre dietro presentazione di ricevute e fatture. Invece il legale aveva potuto prelevare contanti, emettere assegni, vendere titoli, effettuare bonifici all’estero. Tutte operazioni che – assieme a quelle compiute su un conto con Banca Intesa (circa mezzo milione di euro) – avevano ridotto il patrimonio di Hetti (siamo nell’aprile 2015) a soli 400 euro. —

Massimo Donati
 

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