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LAVORI PUBBLICI 

Oltre due milioni dalla geotermia per sistemare le frane

Nilo Di Modica
Oltre due milioni dalla geotermia per sistemare le frane

Via ai cantieri sugli smottamenti definiti “maggiorenni” Il sindaco: «Ora nuovo bando, ponte sul Pavone una priorità»

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POMARANCE. Le chiamavano le “frane maggiorenni”, tanto che qualche anno fa, in una boutade politica contro la Provincia, qualcuno pensò bene di festeggiare, simbolicamente, il compleanno di alcuni degli smottamenti “storici” lungo la Provinciale 329 che collega Larderello a Serrazzano. Adesso però per alcuni di questi cedimenti è arrivato il momento del risanamento. I cantieri, partiti nei mesi scorsi, sono quasi arrivati al termine. «È la fine di alcuni impedimenti storici del nostro territori» commenta il sindaco di Pomarance Loris Martignoni, che sui soldi spesi precisa: «Vengono dal nostro territorio».

Un modo per dire, senza troppe polemiche, che quella Provincia alla quale tante volte enti e comuni della Val di Cecina hanno bussato per ricevere fondi anche questa volta c'entra fino ad un certo punto.

Gli oltre due milioni spesi per le riparazioni provengono infatti dai bandi Cosvig, Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, ovvero le royalties dello sfruttamento geotermico. «I Comuni della Val di Cecina per enti regionali e provinciali non sono stati spesso una priorità. Le numerose frane che hanno colpito le nostre strade sono però un impedimento grande, per tutti gli automobilisti e soprattutto per il traffico pesante». Fra le frane il cui risanamento sta andando a buon fine c'è anche quella che per molti anni ha alimentato le polemiche dei cittadini, la “maledetta” curva a metà strada fra Larderello e Serrazzano che ha imposto il senso unico alternato ad alcune generazioni di automobilisti, divenendo un po' il simbolo dei lavori attesi dal territorio. «In quel caso – continua Martignoni – parliamo di una frana vecchia di una trentina d'anni e averci messo mano è una grande soddisfazione».

Risanate, di recente, anche le strade con cedimenti a Micciano e Montecastelli, ma molti territori aspettano ancora risposte. Il finanziamento dei lavori è stato possibile grazie alla presentazione di un progetto d'area. «Presto ce ne sarà un altro, da cinque milioni di euro. Un nuovo bando con il quale speriamo di poter mettere mano ad altre infrastrutture da tempo attese. Penso ad esempio al ponte sul fiume Pavone fra San Dalmazio e Montecastelli». —

Nilo Di Modica

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