Il Tirreno

Pontedera

aziende a “tuttofood” 

Una vetrina mondiale per l’olio di Buti e i dolci di Vicopisano

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VICOPISANO. Anche l’olio extravergine d’oliva Polidori di Buti e i dolci griffati Loriano Paolini (Vicopisano), protagonisti sotto il marchio “Terre di Pisa – Terre del gusto” a TuttoFood 2019, la biennale internazionale dedicata al cibo che si è svolta alla Fiera di Milano. Una “vetrina” condivisa con altre realtà pisane come le birre artigianali de La Gilda dei Nani birrai di Pisa, la Rda Toscana in tavola – sughi pronti e zuppe di Castellina Marittima e l’olio extravergine d’oliva Poggio delle Brighelle (Chianni).

Oltre 2900 i brand – provenienti da 43 Paesi con in testa Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Portogallo, Grecia, Thailandia, Stati Uniti, Perù, Messico, India, Turchia e Cina – presenti alla manifestazione che ha offerto alle imprese l’opportunità per stringere contatti di business con buyers esteri, scoprire le tendenze agroalimentari del momento e l’evoluzione dei gusti e dei comportamenti di acquisto.

«Riscontri positivi – sottolineano dalla Camera di commercio pisana – per tutte le imprese presenti, concordi sul prestigio della “vetrina” e sull’ampiezza della platea di potenziali clienti, italiani e stranieri, con i quali hanno avuto contatti produttivi. È stato evidente l’interesse soprattutto per le piccole realtà imprenditoriali, come quelle pisane presenti, ritenute in grado di offrire maggiori garanzie di genuinità e qualità dei prodotti anche in settori, come quello dell’olio extravergine di oliva, segnati da gravi episodi di sofisticazione e frode alimentare».

«Il riscontro positivo delle nostre imprese – sottolineano Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa – e la fidelizzazione ormai pluriennale di molte di queste, sono oggettivi elementi di verifica del nostro impegno nel promuovere il territorio. Avvertiamo anche noi, purtroppo, in modo severo e frustrante la limitazione imposta dalla riforma e non ci stancheremo di chiedere al Governo una modifica della legge sulle Camere di commercio che ripristini la possibilità di realizzare queste attività anche all’estero, perché l’export e i turisti stranieri sono risorse irrinunciabili per lo sviluppo economico del territorio». —

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