Un grande orto sociale per i bambini al posto dell’accampamento abusivo
Nell’area in cui si era insediata una famiglia di persone nomadi oggi lavorano alunni e alunne Fondamentale l’intervento dell’amministrazione comunale
Bientina. Un campo ai piedi di Santa Colomba, quattordici classi della scuola elementare e circa 300 tra bambine e bambini. È questo il progetto intrapreso dall’amministrazione comunale di Bientina e dalla cooperativa Arnera, che ha trasformato un’area a verde in orti sociali per persone con disagi e orti didattici per i più giovani.
UN PASSO INDIETRO
Tutto è cominciato quasi cinque anni fa, quando nell’area interessata si è stabilita una famiglia rom con la propria roulotte. «Assolutamente niente di grave – spiega il sindaco Dario Carmassi – anche perché, la famiglia aveva regolarmente acquistato il terreno». Insieme al resto della maggioranza, Carmassi, che all’epoca era consigliere comunale, ha immaginato di dar vita a un percorso alternativo per l’area. «Il rischio era quello che si venisse a formare un campo rom - continua - e, a quel punto, sarebbe stato difficile pensare ad una soluzione, soprattutto per i bambini delle famiglie che vi avrebbero risieduto e che avrebbero poi studiato nelle nostre scuole». Fu così che l’amministrazione, guidata allora da Corrado Guidi, decise di acquistare il terreno. «Una normale compravendita accettata dalla famiglia proprietaria - chiarisce - con la quale abbiamo avviato un’operazione virtuosa per Bientina e ripagato l’investimento della famiglia».
PICCOLI CONTADINI
Il terreno, come detto, si è presto trasformato in una piccola fattoria. «I bambini vengono qui regolarmente – spiega Barbara Frosini, vicesindaco con deleghe alle politiche sociali e dell’infanzia – grazie a un’alleanza che abbiamo stretto con l’istituto comprensivo e le nostre insegnanti». Un’esperienza che ai più piccoli servirà anche per conoscere ancora meglio il proprio Comune. «Abbiamo voluto coinvolgere i bambini per avvicinarli all’educazione ambientale – continua – perché Bientina non è solo il centro storico, ma anche natura e verde». A seguire i bambini nel loro percorso sono Francesco Presti e Alessandra Funghi. «Quando sono venuto qua per la prima volta sembrava più una discarica che un campo - dice Presti - ma abbiamo lavorato molto, costruendo la serra, la recinzione, la tettoia e i tavoli». Gli orti didattici, per i più piccoli, dunque, hanno la funzione di integrare quanto apprendono in classe.
GLI ORTI SOCIALI
Ma non solo i bambini sono protagonisti del progetto. Gli orti, infatti, avranno anche uno scopo sociale, per aiutare le fasce più fragili della società. «Ci sarà un tutor che accompagnerà le persone con disagi - conclude Frosini - perché questa dev’essere un’area per la cittadinanza». Anche la dimensione sociale del progetto sarà seguita dalla cooperativa Arnera, già coinvolta in altri percorsi simili in altri Comuni. —
Pietro Mattonai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
