Gioco
Manuele Mori: «Lo Squalo non attaccherà ma a Fucecchio possono esserci sorprese»
Il ciclista sanminiatese costretto al forfait dopo una caduta fa le carte alla tappa di domani con arrivo nella città del Palio
l’intervista
Arrivo in volata per velocisti o fuga per un gruppo di attaccanti? Quella di domani – con arrivo a Fucecchio – sarà una tappa movimentata, mossa dalle asperità sul percorso (Appennino, Castra, San Baronto) e dal rischio pioggia. Per questi motivi potrebbe non manifestarsi una corsa lineare, con volatone finale a gruppo unito. Manuele Mori, ciclista 38enne di San Miniato della Uae Emirates (la squadra di Fabio Aru), avrebbe potuto far parte degli otto del suo team, ma una caduta ha messo fine ai suoi sogni. Mori che nei giorni scorsi ha accompagnato il campione italiano Elia Viviani a visionare l’ultima parte del percorso. Ma non è detto che sia volata, perché pur essendoci oltre un chilometro di rettilineo verso l’arrivo, la volata è solo una delle possibilità. A spiegare perché è proprio Mori, che queste strade le conosce come le sue tasche.
Mori, che tappa sarà?
«Le opzioni sono tre: un gruppo che va in fuga ad esempio sull’Appennino e arriva al traguardo; un attacco di un gruppetto dopo aver scollinato Castra oppure una volata di gruppo, con favoriti Caleb Ewan e Viviani. Sarà una tappa particolare, molto movimentata. E se dovesse piovere le opzioni aumenterebbero ancora di più, dando vantaggio a chi queste strade le conosce. L’ultima volta che ha attaccato sul San Baronto ho toccato i 92 km/h in discesa mentre pioveva; se conosci le strade puoi farlo, sennò rischi di cadere».
Quale sarà il punto decisivo?
«Credo il Castra. Una volta scollinato, le squadre si guarderanno e decideranno cosa fare. Potrebbe anche iniziare una corsa ad eliminazione per scremare il gruppo in vista della volata. Sempre che non sia già partita una fuga nei primi 100 chilometri che il gruppo non riesce a riprendere».
Il “padrone di casa” Nibali scatterà sulle sue strade?
«Siamo al secondo giorno, attaccare sul San Baronto o sul Castra non ti consente di staccare i tuoi avversari per la classifica generale. Credo che Vincenzo rimarrà nascosto e che eventualmente in caso di pioggia farà forte e in testa la discesa verso Lamporecchio, proprio perché queste strade le conosce a menadito. Vincenzo sa bene che il Giro si vince nell’ultima settimana, non nella prima. E sicuramente sarà uno di quelli che finirà in crescendo».
Chi vedremo in maglia rosa all’arrivo a Fucecchio?
«Per la cronoscalata che inaugura il Giro credo la lotta sia riservata solo a due corridori: Primoz Roglic e Tom Dumoulin».
Anche la vittoria finale sarà una corsa a due?
«No, ci sono anche Nibali e Simon Yates. In questo momento Roglic è una spanna sopra a tutti, ma rischia di arrivare al Giro troppo in forma e calare come accadde l’anno scorso proprio a Yates. Dumoulin, invece, fa paura: lo metto come primo favorito. Insieme a lui c’è Vincenzo, che è un fuoriclasse (e un amico) capace di tutto. È uno che non si dà mai per vinto e che non sai mai dove ti attaccherà. E poi ha già vinto le tre grandi corse a tappe, per cui farà questo Giro con la testa libera». —
Marco Sabia
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