Sicurezza
Umberto sulle orme di zio pronto al via del Giro
Orsini, santacrocese 25enne, è il nipote del fucecchiese Tafi e domenica passerà da quelle asperità che ha percorso migliaia di volte. Il giovane è al debutto
santa croce. Potrebbe essere la nascita di una dinastia…ciclistica. Il nipote che - come lo zio - percorre le strade del Giro cercando di diventare protagonista delle due ruote che contano.
Umberto Orsini, 25 anni di Santa Croce sull’Arno, è il nipote di quell’Andrea Tafi che ha fatto la storia del ciclismo italiano vincendo - per dirne una - la Parigi Roubaix. Umberto - che è figlio di Mara Tafi e Roberto Orsini - domani sarà al via del Giro e domenica passerà dalle sue strade, da quelle asperità che avrà percorso migliaia di volte. Orsini è nell’organico della Bardiani Csf, squadra italiana con licenza continental. In questi giorni è andato proprio con lo zio Andrea a (ri)vedere il percorso, in particolare quella salita del Castra (sul Montalbano) dove Umberto potrebbe decidere di attaccare e mettersi in mostra. Perché se Andrea Tafi era un passista da classiche, il nipote ha doti da scalatore: alto, longilineo, un po’ alla Chris Froome. Nel 2012 ha vinto il campionato italiano juniores e domani inizierà il suo primo grande giro, sostenuto anche dallo zio fucecchiese. La Bardiani Csf ha un’età media di 25 anni e quindi è molto probabile che questi ragazzi provino a buttarsi nelle fughe, così da conquistare qualche tappa. Tra questi c’è anche il debuttante assoluto Orsini. Che la bici l’ha scoperta - e iniziata ad amare - anche grazie allo zio.
«Ha deciso di prendere questa bella strada da solo – racconta Tafi – ma magari vedere lo zio in tv lo ha aiutato. Mi piace pensare che sia appassionato alla bici anche grazie a me. In questi giorni abbiamo fatto degli allenamenti assieme, passando da alcuni punti strategici. Sarebbe bello vederlo scattare su quelle che alla fine sono le sue strade».
Come detto, Orsini è più da corse a tappe rispetto allo zio, per conformazione. Una curiosità: zio e nipote sono stati fatti debuttare dallo stesso direttore sportivo, Rino Fabris. Ma quando Orsini inizia a salire in bici, Tafi è ancora in attività; dopo, invece, i due si sono trovati come corridore e dirigente. Adesso che Tafi è un ex, ha più tempo per dispensare consigli all’erede in famiglia: «Il Giro è duro, Umberto sa che ogni energia che risparmia poi la ritroverà nell’ultima settimana. Quando feci il mio primo Tour durante tutta l'ultima settimana pregai la Madonna di arrivare al traguardo, perché ero esausto. Poi, però, ce l’ho fatta e mi è servito. Sarà lo stesso per Umberto, che potrà farsi le ossa. Che è all’altezza l’ha già dimostrato».
Ok, ma in casa Tafi scorre sangue da Classiche Monumento. Potrà Umberto seguire le orme dello zio alla Roubaix? «Ha un fisico diverso dal mio, Umberto lo vedo bene alla Liegi». E chissà che i due non si passino in futuro il testimone di alfiere delle Classiche del Nord. Alla fine la storia del ciclismo è piena di figli e “parenti d’arte”: ad esempio il nuovo fenomeno arrivato dal ciclocross Mathieu van der Poel è figlio di Adrie van der Poel e nipote di Raymond Poulidor (entrambi ex ciclisti di grande livello), mentre Vincenzo Nibali sarà accompagnato in questo Giro dal fratello minore Antonio. Zio e nipote, invece, non potranno correre assieme ma per entrambi sarà una giornata indimenticabile. —
Marco Sabia
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