Sicurezza
Ponte di Lugnano, parla il M5S «Ridurre i tempi dei lavori»
La richiesta è formulata dal candidato a sindaco nel Comune di Vicopisano, Massimo D’Andrea: «Passare da 14 a 10 settimane»
VICOPISANO. I Cinque Stelle intervengono sul ponte di Lugnano. A parlare è Massimo D’Andrea, candidato sindaco a Vicopisano: «Ho seguito la vicissitudine del ponte di Lugnano-Cascina nel suo triste epilogo degli ultimi mesi, dove tutto era già fatto. Avevamo appreso che i lavori iniziassero a metà giugno, per poi apprendere un’ulteriore anticipazione al 27 maggio, una data che stranamente coincide con il giorno successivo alla data delle prossime elezioni amministrative ed europee. A nulla sono serviti gli appelli della popolazione e degli imprenditori per continuare a cercare soluzioni alternative, la Provincia ha detto che il ponte è pericoloso, un pericolo ad orologeria, che coincide con il 27 maggio». D’Andrea prosegue: «Vista l’impossibilità di ridiscutere questa decisione, chiediamo alla Provincia l’impegno ufficiale per la contrazione del cronoprogramma dei lavori, e quindi non 14 settimane come inizialmente previsto ma 10 settimane, come aveva già promesso a voce il presidente Massimiliano Angori. Contrarre il cronoprogramma comporta maggiori costi, perché significa lavorare su turni serali e nei giorni festivi, ma il presidente aveva detto che questo si poteva fare, ed era disposto a integrare l’importo dei lavori con ulteriori risorse. Aggiungo - conclude D’Andrea - che ulteriori risorse erano state offerte sia dal Comune di Cascina che da quello di Vicopisano, che hanno da poco beneficiato di un contributo straordinario dal Governo».
Irene Galletti, consigliera regionale, fa eco all'appello di D'Andrea denunciando quanto accaduto in Regione: «Il Pd regionale ha detto “No” alla mia richiesta di aumentare le risorse regionali già stanziate di quel poco che bastava a garantire lavori più rapidi, e ugualmente ha negato una riduzione temporanea dell'Irap e della tassa automobilistica regionale per tutte le attività produttive e commerciali colpite. Ora si affannano a dare la colpa a questo governo per nascondere le loro responsabilità». —
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