Sicurezza
Pensionata di 85 anni raggirata e derubata da due falsi tecnici
«Volevano controllare se l’acqua era inquinata e dicevano che stavano aspettando un carabiniere». Ma era soltanto un modo per imbrogliarla
CASCINA. «Voi mi chiedete come è successo, ma io più ci penso e meno me ne rendo conto. Ero a stendere i panni in cortile, quei due uomini mi hanno convinto ad entrare in casa. Poi hanno preso quello che c’era, soldi e anche oggetti d’oro».
Elia, pensionata di 85 anni, è mortificata per quello che le è successo ieri a Marciana. Si sente quasi in colpa per aver creduto alle parole di due malviventi che con tanti discorsi l’hanno raggirata. «Sono stata a sentire quello che dicevano perché mi hanno parlato di un carabiniere – racconta la pensionata –. Dicevano che doveva arrivare anche lui. E che erano stati mandati per controllare l’acqua inquinata».
L’anziana pensava che fosse sufficiente controllare il contatore o comunque fare una verifica esterna. Invece i due uomini, sui 45 anni di età e ben vestiti, hanno insistito per entrare in casa e andare a controllare il rubinetto del bagno. Così, senza volerlo, l’85enne ha aperto la porta di casa a quei due ladri. Gradino dopo gradino sono arrivati alla soglia di casa e poi hanno cercato gli oggetti d’oro. «Avevo 200 euro in un piccolo portamonete nella tasca della vestaglia, hanno preso anche quello e non me ne sono accorta se non quando erano già andati via». Quando la donna ha capito che la scusa dell’acqua inquinata era fasulla, ha controllato le sue tasche e poi è andata a cercare le cose d’oro che teneva in casa. «A quel punto ho capito quello che era successo. Ho provato a telefonare ai carabinieri ma mi avevano staccato anche il telefono». Poi sono arrivati alcuni vicini e parenti ed è stato dato all’allarme.
I ladri, passati da via Interna, una strada a fondo chiuso in mezzo alle case, hanno visto la pensionata che era sola davanti a casa. Una preda debole e al tempo stesso facile per chi vive alle spalle della gente, andando a rubare di notte nelle case o, peggio ancora, raggirando gli anziani sapendo bene che hanno minori possibilità di difendersi. «Ormai è andata così...», sono le parole piene di amarezza della pensionata. «E pensare che quando sono venuti in casa per il censimento non li ho fatti entrare. Ma questa volta mi ha tratto in inganno il fatto che hanno detto che stava per arrivare un carabiniere. Mi sono fidata, non avrei mai pensato».
Invece le forze dell’ordine continuano a ripetere agli anziani ma anche a chi ha genitori in là con l’età di non fare entrare nelle case persone sconosciute anche quando si presentano come operai di aziende di servizio (gas, acqua, elettricità) e se fanno riferimento a polizia o carabinieri. Il consiglio è sempre lo stesso: restare chiusi in casa, non aprire e chiamare subito i carabinieri o altre forze di polizia. Al 112 o al 113 è sufficiente segnalare le persone sospette. —
Sabrina Chiellini
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