Sicurezza
Sversamenti illeciti, i 5 Stelle: «Cuoiodepur diffidata dalla Regione»
PONTE A EGOLA. Il Movimento 5 Stelle continua l’attacco ai responsabili del depuratore Cuoiodepur, oggetto di accertamenti da parte di Arpat per sversamenti nel torrente Malucco senza le regolari autorizzazioni. I pentastellati di San Miniato rendono pubblica la risposta data in consiglio regionale dal capogruppo Giacomo Giannarelli in cui si apprende che «oltre due anni e mezzo prima della sentenza del Tar, la Regione Toscana, verificato il mancato rispetto delle condizioni autorizzative segnalato da Arpat, diffidò Cuoiodepur per aver agito in difformità a quanto stabilito e prescritto dalla specifica autorizzazione allo scarico rilasciata dalla Provincia di Pisa».
Da qui i sopralluoghi di Arpat nel 2017. «Anche dopo l’emanazione dell’atto di diffida – si legge nella risposta – il consorzio Cuoiodepur aveva continuato ad accettare talune categorie di rifiuti liquidi impropri». Per questo «è stato sancito il divieto assoluto di conferimento di ogni tipologia di rifiuto liquido di matrice industriale».
«I successivi controlli di Arpat – dicono dalla Regione – hanno confermato il rispetto del divieto imposto». Però, spiegano i 5 Stelle, «al contempo, da quanto emerge dalla suddetta risposta, il consorzio Cuoiodepur non può essere certamente esente da critica per i soprariportati fatti. Ma, sopratutto, la domanda che nasce spontanea é: perché il sindaco Vittorio Gabbanini non è intervenuto sulla questione o quantomeno non ha reso edotta la cittadinanza dei suddetti fatti?». —
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