Il dolore
«Costruiamo una città da centomila abitanti»
È l’obiettivo dei candidati sindaci del Pd dei Comuni del Cuoio insieme a LeU Temi condivisi nei programmi elettorali, invito a Fucecchio e Santa Maria a Monte
SAN MINIATO. Uniti - mantenendo le proprie peculiarità - con l’obiettivo di costruire una “città da 100.000 abitanti”. Del destino del comprensorio del Cuoio si parla da anni perché questa realtà territoriale unita da un humus produttivo comune rimane divisa da confini comunali (e provinciali). Messa nel cassetto l’ipotesi dell’Unione del Cuoio, adesso i quattro candidati sindaci del Pd - Giulia Deidda per Santa Croce, Simone Giglioli per San Miniato, Gabriele Toti per Castelfranco e Giovanni Capecchi per Montopoli - rilanciano la proposta di “pensare ad una città da 100mila abitanti”. Ma non unendo o fondendo i Comuni, bensì condividendo gli obiettivi ritenuti strategici: dalla scuola alla viabilità, passando per l’ambiente e la gestione del rischio idrogeologico.
Per fare ciò i quattro candidati hanno messo nei rispettivi programmi elettorali una parte condivisa, anche con i vertici locali di Liberi e Uguali (LeU), rappresentati da Graziano Turini e David Turini. È chiaro che per pensare di condividere un progetto di città da 100.000 abitanti dovrebbero essere coinvolti anche gli altri due Comuni del distretto: Fucecchio e Santa Maria a Monte. Col secondo è probabilmente più facile, mentre Fucecchio è tuttora “sposato” con l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa.
Ma in cosa consiste questo programma condiviso Pd-LeU per il futuro del distretto? A spiegarlo sono stati gli stessi candidati sindaci: «Già gestiamo dei servizi in rete – ha esordito Deidda – come ad esempio la Società della salute. Ora abbiamo condiviso una parte dei nostri programmi per pensare ad una città da 100.000 abitanti, che conta tanto come Pil e peso economico». I temi condivisi sono la gestione del rischio idrogeologico, la realizzazione di poli scolastici centrali e fruibili da tutti, i piani strutturali condivisi, la difesa dell’ambiente, il consumo del territorio limitato al massimo, l’efficacia della pubblica amministrazione e politiche d’accoglienza e di integrazione degli stranieri.
«Niente di tutto questo – ha aggiunto Giglioli – c’è nei programmi della destra o delle liste civiche, vere o presunte. Serve un pensiero condiviso a livello comprensoriale, dalle scuole alle strade. Penso alla Fi-Pi-Li, che è sottodimensionata per il traffico che sopporta».
Secondo Toti, «è un punto di partenza, perché il nostro orizzonte non è la prossima legislatura ma il 2030». Partendo, però, dalla condivisione, come ha sottolineato Capecchi: «Abbiamo sempre lavorato insieme, anche con LeU. Si tratta di proseguire su questa strada». LeU che ha inserito dei candidati nelle varie liste di candidati ai consigli. «Da quando è nato LeU – ha specificato David Turini – lavoriamo per creare una sinistra che argini la pericolosità della destra, in una società sempre più incattivita».
Il prossimo passo - certo dipenderà dall’esito delle elezioni - sarà istituire un tavolo di indirizzo permanente comprensoriale direttamente partecipato dai sindaci e aperto a tutti i portatori d’interesse, che sia in grado di dare indirizzi precisi, in quanto le materie di programmazione non possono essere conflittuali fra comuni. E chissà se a questo tavolo si siederanno anche i rappresentanti di Fucecchio e Santa Maria a Monte. —
Marco Sabia
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