Sicurezza
Ora si può conciare le pelli con gli scarichi civili
Risultati positivi dalla sperimentazione per non usare più la falda acquifera nelle lavorazioni delle aziende conciarie
SANTA CROCE. Niente più sfruttamento della falda acquifera per conciare le pelli. Questo è il sogno che gli imprenditori e i responsabili delle associazioni di categoria cullano da anni e che hanno pensato di realizzare con il riordino idrico, il cosiddetto Tubone. Questo progetto è in corso di realizzazione con ancora alcuni anni di attesa prima della conclusione, ma intanto le concerie potranno testare sulle proprie lavorazioni i risultati di una sperimentazione, chiamata Acqua 360, che ha visto depurare le acque degli scarichi civili, utilizzandole poi per la concia delle pelli.
Un test che ha coinvolto tre aziende in un impianto pilota e che si è conclusa con risultati molto positivi. «Il progetto Acqua 360 – spiega Nicola Andreanini, direttore del depuratore Aquarno – ha studiato la possibilità di questo riuso reimmettendo nei processi produttivi di tre concerie campione acque opportunamente affinate ottenute dal trattamento del refluo domestico. A questo scopo all’interno del depuratore Aquarno è stato realizzato un impianto pilota per l’affinamento degli scarichi civili».
L’argomento è stato affrontato anche durante un servizio televisivo andato in onda ieri su Leonardo, il tg della Rai che approfondisce temi su scienza e ricerca.
Ora si è conclusa la sperimentazione, durata dal 2016 fino a pochi mesi fa. «I risultati – continua Andreanini – dimostrano che non ci sono state controindicazioni nell’utilizzo di quest’acqua di recupero in sostituzione dell’acqua di pozzo comunemente adoperata dai partner. L’impianto pilota è ora a disposizione delle aziende conciarie che vogliono testare l’acqua di recupero per sviluppare le proprie verifiche». Le concerie del distretto stanno testando progressivamente il riuso delle acque reflue depurate per conciare. «Un nuovo tassello prezioso che valorizza la centralità del distretto conciario toscano come modello in tema di economia circolare», dicono dall’Associazione conciatori.
Un modello valorizzato anche dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: «È da portare ad esempio per altri distretti e che trova oggi anche grazie al recente accordo con l’Associazione Conciatori un’esperienza unica di realizzazione di un’economia circolare, tra le maggiori in Europa». —
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