Il Tirreno

Pontedera

l’iniziativa 

Marcia silenziosa in difesa del Centro ricerca del Padule

Marco Sabia
Marcia silenziosa in difesa del Centro ricerca del Padule

Gli ambientalisti dicono no  allo smembramento dell’oasi Appello al presidente  della Regione Enrico Rossi per rivedere la decisione

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FUCECCHIO. In marcia, in silenzio, a difesa dell’attuale gestione dell’area protetta del Padule di Fucecchio.

Sabato, con partenza alle 16 dal centro di ricerca di Castelmartini e arrivo alle 17.30 al Porto delle Morette, andrà in scena questa manifestazione allo scopo di scongiurare lo smembramento della riserva naturale, con conseguente riassegnazione delle aree ai Comuni pistoiesi in cui ricadono le varie porzioni. A promuovere la marcia sono numerosi associazioni locali: Italia Nostra, Lipu, Wwf comitato per le oasi area fiorentina, Wwf Pistoia e Prato, Wwf Alta Toscana e Amici del Padule di Fucecchio. Nella marcia a favore del Padule di Fucecchio sarà ribadito il no allo smembramento della riserva naturale e il sì alla gestione pubblica dell’area protetta, attuata dal Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, con la partecipazione organizzata di numerosi cittadini.

Nel frattempo è stato fatto anche un appello al governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, da parte di 45 personalità toscane. «I sottoscritti – si legge nell’appello – chiedono a Rossi di riconsiderare questa scelta, peraltro già criticata da docenti universitari ed esperti di riconosciuto valore, e di dare continuità all’esperienza di gestione del Centro e che vede la partecipazione di soggetti pubblici (i maggiori comuni del comprensorio ed il dipartimento di biologia dell’Università di Firenze), uno staff qualificato di professionisti (esperti e guide) ed un elevato numero di volontari».

D’altronde, attorno al centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio c’è fermento da anni. Si sono creati due fronti: chi lo difende e chi lo vuole superare per portare un diverso sistema di gestione dell’area protetta (e pubblica), che è una piccola parte dei 1.800 ettari dell’area umida più estesa d’Italia. —

Marco Sabia

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