Gioco
Il degrado e i rifiuti gli unici inquilini della vecchia fornace di Pardossi
L’immobile è di proprietà del Demanio, l’iter che doveva portare al passaggio al Comune di Pontedera si è arenato
PONTEDERA. Il piano di rigenerazione urbana, approvato all’inizio del 2017 dal Comune e che doveva servire a mettere sul mercato immobili e aree che hanno perso la loro iniziale vocazione, non ha portato alcun cambiamento per l’ex fornace di Pardossi, che si trova nel territorio di Pontedera ma che è al confine con Calcinaia. La fabbrica di mattoni, chiusa nel 1985 e considerata un esempio di archeologia industriale, è del Demanio: oggi stenta a trovare un futuro diverso da quello del degrado.
«Un ecomostro che nessuno riesce a sistemare», avevano detto i cittadini nel corso di uno degli incontri di Caffè Tirreno, organizzati nella frazione circa due anni fa. La vita dei capannoni, da quando la fornace è stata chiusa, è stata alquanto difficile: l’unico inquilino costante è il degrado. I progetti di cui gli abitanti della frazione hanno sentito parlare sono più di uno, ma i resti della fornace sono rimasti tali e quali e a farla da padrone ora sono i rifiuti e l’ortica. Fino a pochi anni fa negli uffici, dove ora sono passati i vandali e la devastazione, c’era la sede di una cooperativa edile che poi ha chiuso lasciando nelle stanze vuote vecchi documenti degli operai (compreso un fascicolo sugli infortuni sul lavoro) o contabili. Chiunque può entrare nell’edificio abbandonato e rendersi conto della situazione. Lo ha fatto anche Il Tirreno insieme a un cittadino che si è rivolto alla redazione per sollecitare un intervento di sistemazione e messa in sicurezza dell’area.
L’erba è alta e spadroneggia in ogni spazio, il piazzale è aperto a tutti, c’è la ruggine alle inferriate, l’eternit abbandonato insieme a qualche vecchio elettrodomestico, difficile fare una valutazione sulla stabilità della ciminiera. E tutto questo si trova accanto a nuove abitazioni (c’è una lottizzazione realizzata di recente) che si trovano questo vicino abbastanza scomodo di cui si parla da almeno quattro consiliature.
Nel 2016, dopo che l’argomento era arrivato in consiglio comunale e la Lista Civica Indipendente aveva chiesto garanzie sui controlli per verificare la stabilità della ciminiera, sembrava che il Comune fosse a un passo dall’acquistare l’edificio per poi provare a immaginare un suo recupero.
Ma siamo di fronte a una storia all’italiana. Nel 2011 il Comune di Pontedera, in base al federalismo demaniale, ha inviato una richiesta di acquisizione, a titolo non oneroso, al patrimonio comunale della struttura. Nel 2012 l’ufficio competente del Demanio ha risposto all’amministrazione comunale che era stato dato inizio all’iter per togliere dall’edificio i vincoli demaniali per poi poter accogliere la richiesta fatta dal Comune. Il resto è circondato dalla nebbia, come quella che avvolge la Valdera in certe giornate invernali. –
S. C.
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