Gioco
Torna la festa di maggio all’oratorio del Castellare con i fuochi d’artificio
La ricorrenza religiosa si unisce alla tradizione popolare. In tanti hanno preso parte alla merenda del Primo Maggio
SAN GIOVANNI ALLA VENA. Le luci sulla collina di vedono già da alcuni giorni. Il Castellare è tornato a illuminare le notti del Lungomonte come succede da lungo tempo. È cominciata il Primo Maggio la Festa del Castellare a San Giovanni alla Vena. La prima festa da quando l’oratorio è stato ricostruito e consacrato dopo il tremendo scoppio del maggio 2017. Ma oggi la festa entra nel vivo con la liturgia del ritrovamento della Santa Croce a Gerusalemme. Alle 18 Santa Messa e Unzione degli Infermi.
Domani invece alle 18/19 confessioni nella Pieve ore 21.10 Santa Messa in Pieve.
A seguire processione per il centro del paese guidata da don Paolo Paoletti, dopo il rientro in chiesa inizio della fiaccolata che accompagnerà la Reliquia della Santa Croce nel chiesino del Castellare, ricostruito e inaugurato il 7 aprile scorso. Al termine, intorno alle 23, spettacolo pirotecnico sul Monte. Domenica 5 maggio festa della Santa Croce del Castellare.
Alle 9-10 Sante Messe in Castellare. Alle 11.30 Santa Messa solenne celebrata da Monsignor Gino Biagini, Vicario Generale. Nel pomeriggio alle 17 recita del Vespro in Castellare. A seguire alle 18 la messa nella Pieve.
È un momento particolare per la comunità di San Giovanni alla Vena che finalmente ritrova la sua festa. E lo fa anche con una rinnovata luminaria che valorizza ancora di più la piccola chiesa. Come sempre, infatti, la festa unisce la tradizione religiosa con quella più popolare.
In moltissimi aspettavano da tanto tempo la festa di inaugurazione, di guardare il Castellare e di rivedere il Chiesino, di tornare verso casa e sapere, scorgendo quel luminoso oratorio in cima al monte, di essere arrivati. Un migliaio di persone ha preso parte, all’inizio del mese di aprile, al taglio del nastro.
E in quell’occasione c’è stata la prima processione della Via Crucis per riportare nella chiesetta la grande croce di legno. A trascinare cuori e sguardi è da tempo immemorabile - la costruzione del piccolo oratorio risale al 1656 anche se durante la seconda guerra venne distrutto e poi ricostruito - il bianco delle pareti del gioiello incastonato nella roccia dei Monti Pisani.
Dalla distruzione, dovuta a un incidente, è arrivata anche un’occasione non solo di rinascita ma anche di crescita vera e propria per il piccolo oratorio, la sua religiosità e le sue tradizioni. Quest’anno infatti in tanti si sono impegnati per la buona riuscita della festa di maggio. E già alla merenda del primo giorno del mese hanno partecipato numerose famiglie.
Un’occasione per ritrovarsi, stare insieme e superare ogni polemica o divisione che, invece, non è mancata durante le fasi della ricostruzione. Il Comitato Castellare si augura dunque che la festa registri una grande partecipazione, in vista anche dei fuochi d’artificio che, c’è da scommetterci, non mancheranno di riservare sorprese.
Nel senso che sapranno stupire come è successo per la festa dell’inaugurazione dove tutto si è svolto al meglio. —
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