La manifestazione
Operaio giù da ponteggio definitive due condanne
PONTEDERA. Un operaio caduto da un ponteggio. Il tentativo di sviare le indagini fornendo informazioni errate agli inquirenti. Uno spaccato di come il mondo dell’edilizia possa trasformarsi in un ambiente omertoso quando ci scappa l’infortunio sul lavoro.
La Cassazione mette il sigillo alla responsabilità penale del titolare dell’impresa per cui lavorava l’operaio e per un amico dell’imprenditore che non aveva detto subito la verità su luogo e cause dell’incidente. Restano, quindi, le condanne a 6 mesi per lesioni colpose per Trifone Vecchione, 42 anni, residente a Pontedera e a 5 mesi per favoreggiamento per Sabatino Iovino, 41 anni, residente in provincia di Pisa. L’operaio era caduto da un ponteggio nel cantiere edile della ditta di cui Vecchione era il legale rappresentante. Iovino «aveva dichiarato il falso su modalità, luogo e dinamica dell'infortunio sul lavoro, per aiutare il Vecchione ad eludere le indagini» ribadiscono i giudici della Suprema Corte. —
P.B.
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