Il Tirreno

Pontedera

Il Pd e la lista “amica” «Serve per rompere un giochino fascista Volevano il voto nullo»

Francesco Turchi
Il Pd e la lista “amica” «Serve per rompere un giochino fascista Volevano il voto nullo»

Agostini difende la scelta: «Così le elezioni hanno senso»  Terreni: «Nessun trucco, falso è chi scappa dal confronto»

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CASCIANA TERME LARI. L’altra lista è composta da cittadini vicini al centrosinistra, e che «non sono lontani dalle linee programmatiche di Mirko Terreni e di Progetto Comune», come hanno puntualizzato i promotori stessi nel comunicato stampa di presentazione. Ma il sindaco uscente di Casciana Terme Lari, ovviamente lanciato verso il bis, e il segretario dell’Unione comunale del Pd Samuele Agostini, non vogliono sentire parlare di “trucchi” politici: respingono le accuse di “Insieme è possibile” (che dopo cinque anni all’opposizione in consiglio comunale e nonostante il 40% dei voti incassato da Erica Ballatori nel 2014 non è riuscita a presentare una lista) e puntano il dito contro «destre, grillini e “civici” che volevano far fallire le elezioni amministrative».

Insomma – per il centrosinistra – la colpa dell’attuale situazione è di chi non ha saputo offrire un’alternativa “vera” ai cittadini. E di fronte allo spettro del commissariamento (se c’è un unico candidato deve incassare almeno il 50% dei voti con un’affluenza superiore al 50% per essere eletto), la coalizione ha deciso di mettere insieme nel giro di poche ore una lista, guidata da Tommaso Costa che farà da comparsa. «Ma la nostra – attacca Terreni – è una lista vera, frutto del lavoro di mesi, che porta avanti un serio progetto di governo e l’abbiamo costruita senza sapere che cosa ci sarebbe stato dall’altra parte. Né io né nessuno dei candidati della mia lista abbiamo in alcun modo promosso la nascita di quella “Anti astensione”. Non siamo noi che vogliamo vincere con un trucco, semmai lo è chi ha scientemente deciso di non presentarsi per poi cavalcare una campagna di astensionismo finalizzata a mandare il Comune al commissariamento per un anno. La nostra lista è vera. La scelta della destra e del M5S di nascondersi anziché presentarsi alle elezioni non è certo imputabile a noi. Non accettiamo di essere bollati come “falsi”: falso semmai è chi scappa dal confronto e ha deciso di non voler offrire un’alternativa ai propri elettori». Si tratta comunque di una strategia che modifica quello che sarebbe stato il normale percorso democratico, anche se Samuele Agostini non è d’accordo: «Il Pd non ha promosso la lista Anti Astensione. Singole persone, militanti di tutti i partiti di sinistra, sospettando che destre, grillini e “civici” puntassero a far fallire le elezioni hanno deciso di candidarsi in una lista alternativa per dare ai cittadini il diritto di scelta. Io, a titolo personale, ho fornito supporto logistico, perché penso che votare sia un diritto ma anche un dovere, come sancito dall’art. 48 della Costituzione. Penso anche che nessuno abbia diritto di sommare il 10% di astensionismo militante al 30% di astensionismo fisiologico, sostenendo in modo truffaldino di avere il 40%». Il centrosinistra avrebbe potuto comunque scegliere di fare una campagna elettorale finalizzata al raggiungimento del quorum, come di fatto farà Giacomo Tarrini, unico candidato sindaco a Chianni: «Il Pd farà questo – ribatte Agostini – chiedendo consensi per Progetto Comune. Sia per il buongoverno di Terreni, sia per il centrosinistra unito, non abbiamo dubbi che il 50% dei cittadini ci voterà. Chi ha violato la logica e la correttezza non è la lista Anti Astensione, ma le destre e i grillini. Alcuni di noi hanno pensato che non si poteva consentire loro questo gioco fascista e sfascista: che serva loro da monito per il futuro. Il punto non è il quorum, ma è che votando con una lista sola avremmo elezioni false: tutti i 16 candidati sarebbero eletti e in consiglio comunale ci sarebbe stato solo la maggioranza. Con due liste saranno eletti gli 11 candidati più votati della lista che vince, 5 della lista che perde e non sappiamo già il nome del sindaco. Così le elezioni hanno senso, i candidati non sono eletti a prescindere. E si tutela il diritto costituzionale al voto segreto: se c’è una sola lista, chi viene a votare sostiene la lista presentata».

Infine la stoccata a “Insieme è Possibile” che aveva accusato il Pd di mancanza di buonsenso ed etica: «Se avessero avuto più coraggio prima nel costruire la lista e meno coraggio di parlare dopo aver miseramente fallito il bluff, avrebbero fatto un servizio migliore ai cittadini. Perdere ci sta, negare agli elettori di destra e del M5S la rappresentanza in consiglio è una disfatta totale». –

Francesco Turchi

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di Redazione web