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Un’asta benefica di quadri per aiutare il progetto “Casa Ilaria”

S.C.

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PONTEDERA. Fragilità e bellezza: dagli artisti arriva un aiuto concreto al progetto “Casa Ilaria”, un sogno che sta diventando realtà e che è legato alla memoria della suora pontederese Ilaria Meoli, morta a 37 anni in un incidente d’auto. Con questo scopo, cioè raccogliere fondi, è stata organizzata l’asta benefica di opere d’arte che si svolgerà nel pomeriggio del 3 maggio, a partire dalle 17, nell’auditorium del museo Piaggio e che ieri mattina è stata presentata in municipio. A fare gli onori di casa, il sindaco, Simone Millozzi, e l’assessore Liviana Canovai. C’erano anche Riccardo Ferrucci per la Regione, Filippo Lotti come curatore dell’iniziativa e Simona Meoli, sorella di suor Ilaria. Alla memoria di quest’ultima è dedicata “Casa Ilaria”, alla Badia di Carigi, a Montefoscoli, nel comune di Palaia, progettata da Paolo Boschi. Partecipare all’asta significa dare un aiuto concreto alla ristrutturazione di “Casa Ilaria”, un luogo speciale dove l’accoglienza è di casa. Un progetto di ospitalità e agricoltura sociale per tutti, in particolare per le persone più fragili.

L’iniziativa dell’asta è a cura di Riccardo Ferrucci e Filippo Lotti e prevede l’esposizione di alcune delle 39 opere d’arte che poi saranno vendute. Sono esposte da oggi a giovedì 2 maggio dalle 8 fino alle 19 nell’atrio dell’ospedale Lotti di Pontedera. Venerdì 3 maggio, a partire dalle 17, si terrà invece l’asta vera e propria che avrà come battitore Roberto Milani.

Suor Ilaria era missionaria in Africa, medico infettivologo, e in quella terra aveva visto nascere il “suo” ospedale, intitolato a Giovanni Paolo II, dove avrebbe curato i poveri della Repubblica Centrafricana. La suora si stava dirigendo verso Bossemptelé, una cittadina a circa trecento chilometri dalla capitale della Repubblica Centrafricana, quando perse la vita. Ma il suo impegno in favore dei più deboli e degli ammalati vive ancora nei progetti che la Fondazione a lei intitolata porta avanti non solo a Montefoscoli di Palaia ma anche in Africa, a Bossemptelé. Nei giorni scorsi in quella cittadina è stato inaugurato nell’ospedale un reparto di maternità che porta il nome di Ilaria Meoli, così come sono andati avanti progetti in campo educativo ai quali la religiosa teneva moltissimo.

A “Casa Ilaria”, dove sono già partiti alcuni progetti di agricoltura sociale, stanno insieme la storia, la natura, le persone di ogni tipo, a partire dai più deboli, senza alcuna esclusione. Per fare di un luogo pieno di secoli uno spazio di accoglienza solidale c’è bisogno dell’aiuto di tutti. –S.C.

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